“Coco” potrebbe benissimo essere un film dell’Asylum

Avete presente la categoria di film “così brutti da essere belli”? Come dice il nome, sono quei film fatti così male (di solito anche a causa del budget molto basso) da essere a modo loro divertenti. Tra gli esempi più famosi troviamo “Alex l’ariete”, “The room”, “Dreamland – la terra dei sogni” e naturalmente i film dell’Asylum, la celebre casa produttrice di mockbuster (che da qualche tempo a questa parte ha capito lo scherzo e sbaglia i film apposta per farsi ridere dietro).

Oggi vorrei farvi una domanda: come mai di fronte a questi film vi fate tutti delle gran risate e di fronte a film con le stesse identiche pecche ma ad alto budget no?
È il caso di “Coco”, il nuovo film prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney. Se questo film fosse stato prodotto dall’Asylum o dalla Dingo Pictures, le prese per il culo fioccherebbero. Siccome “Coco” è stato prodotto dalla Pixar, si è beccato un sacco di premi – tra cui un Golden Globe – e una sbarca di recensioni positive. Alla faccia della meritocrazia!

Coco

Vado quindi a spiegare perché trovo che tali riconoscimenti siano tutt’altro che meritati. Attenzione: la seguente recensione contiene SPOILER. Continua a leggere ““Coco” potrebbe benissimo essere un film dell’Asylum”

Annunci
“Coco” potrebbe benissimo essere un film dell’Asylum

Sull’uso improprio del termine “nerd”

Nerd uso improprio

Credo siano rimasti in pochi al giorno d’oggi a non aver mai sentito il termine “nerd”, che secondo il dizionario starebbe a indicare un “Tipo umano poco portato per la mondanità, la socializzazione e lo sport, che trova soddisfazione e riscatto negli studi”. Continua a leggere “Sull’uso improprio del termine “nerd””

Sull’uso improprio del termine “nerd”

Carmen Di Genio e il dilettantismo dell’antirazzismo

Carmen Di Genio

Questo post vuole essere una sorta di appendice all’ultimo articolo pubblicato su questo blog, nel quale si parlava di come al giorno d’oggi, in Italia, una certa parte politica abbia perso la capacità di confrontarsi con i propri avversari, spesso molto più abili di loro nell’ingraziarsi l’opinione pubblica.
Qualche giorno fa, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata una dimostrazione di questa tesi, nelle vesti del membro del Comitato per le Pari Opportunità della Corte d’Appello di Salerno Carmen Di Genio che, durante un convegno, ha pronunciato una frase oltremodo bizzarra: Continua a leggere “Carmen Di Genio e il dilettantismo dell’antirazzismo”

Carmen Di Genio e il dilettantismo dell’antirazzismo

Due parole sul “liceo breve”

Liceo quadriennale

Sembra che stavolta non sia né un falso allarme né una bufala: c’è gente che sta seriamente parlando, sia pure come mera sperimentazione, di liceo quadriennale. Sarò diretto: è un’idea demenziale tirata fuori solo per risparmiare qualche spicciolo. Più demenziale di tutto è l’idea che facendo un anno in meno si possano aiutare i ragazzi a entrare prima nel mondo del lavoro. Il mondo del lavoro non è affatto inaccessibile perché le persone si diplomano tardi, è inaccessibile perché manca la formazione (vedi a questo proposito questo articolo di qualche giorno fa). Quando i ragazzi escono dal liceo, non sanno dove sbattere la testa perché non è stato dato loro alcun orientamento. Continua a leggere “Due parole sul “liceo breve””

Due parole sul “liceo breve”

Cose che non tornano in “Harry Potter”

Il 26 giugno del 1997 uscì nel Regno Unito “Harry Potter e la pietra filosofale”, primo libro della serie “Harry Potter”, che ha reso celebre e schifosamente ricca la sua creatrice J. K. Rowling. Sono passati esattamente vent’anni da quel giorno e per l’occasione ho pensato di pubblicare questo elenco di tutti i buchi di trama e le incongruenze che ho notato nella saga (mi riferisco alla saga cartacea, gli imbarazzanti film che ne sono stati tratti nemmeno li considero). Continua a leggere “Cose che non tornano in “Harry Potter””

Cose che non tornano in “Harry Potter”

Le tette di Natalie Martinez sono prive di spessore

Di recente ho recensito su questo blog il film “Baywatch” di Seth Gordon. Naturalmente ho dato un’occhiata anche alle altre recensioni reperibili sul web e mi sono trovato di fronte a frasi di questo tipo:

“Baywatch” ha il pregio di aver evitato eccessi sessisti verso le sue protagoniste, che rimangono in costume o abiti leggeri ma pur sempre vestite.

In primis si deve sottolineare che più di un film trattasi di un telefilm lungo , con tempi e sceneggiatura televisivi e dialoghi parimenti improntati ad una volgarità discretamente divertente e per una volta sessista non nei confronti del genere femminile ma verso il maschile.

Insieme a “buonista” e “analfabeta funzionale”, “sessista” è una delle espressioni più usate a sproposito al giorno d’oggi. Tanto che viene spontaneo pensare al buon vecchio Inigo Montoya e alla sua storica frase: “Dici sempre esta parabla. No creo que vol decir quello che pensi tu”.
Stando al dizionario il termine “sessismo” indica la “tendenza a valutare la capacità o l’attività delle persone in base al sesso ovvero ad attuare una discriminazione sessuale”, e davvero non si capisce in che modo tale discriminazione potrebbe essere effettuata mostrando le tette di un personaggio. Dipenderà dal fatto che così facendo il personaggio viene ridotto a un oggetto privo di spessore?
C’è una cosa che molte persone dimenticano a questo proposito, ed è che a rendere insignificante un personaggio non è il fatto che la sua funzione sia eccitare lo spettatore ma il suo essere passivo. Continua a leggere “Le tette di Natalie Martinez sono prive di spessore”

Le tette di Natalie Martinez sono prive di spessore

“Baywatch” di Seth Gordon è quasi un gran bel film

Baywatch

Quando si parla di pop-corn movie, l’errore più comune è quello di pensare che non debbano essere film di qualità. Come se “qualità” fosse sinonimo di “discorsi impegnati che si fa fatica a seguire”. Non è così che funziona: un film è un film “di qualità” nel momento in cui riesce nel suo intento, quale esso sia.
Anche un film pensato per far riflettere, se fatto bene, non avrà bisogno di uno spettatore che gli stia dietro, ma lo coinvolgerà a prescindere.
Il fatto che un film sia pensato per intrattenere non lo rende al di sopra di ogni critica. Come tutti i film, i pop-corn movie possono essere belli o brutti. Quelli brutti sono noiosi, poco coinvolgenti e scontati. Continua a leggere ““Baywatch” di Seth Gordon è quasi un gran bel film”

“Baywatch” di Seth Gordon è quasi un gran bel film