La scuola all’opera: “Così fan tutte”

Anche quest’anno il teatro Donizetti ha organizzato il progetto “La scuola all’opera”, con il quale vengono portati a teatro bambini delle elementari e ragazzi delle medie. Questo progetto, che riguarda un titolo per ogni stagione, presentato in forma ridotta durante l’orario scolastico, quest’anno riguardava il “Così fan tutte”.

Dico subito che, prima ancora di andare ad assistere a una di queste recite mattutine, ero dubbioso circa la scelta del titolo. No, non perché mi sembrasse “incomprensibile” per i bambini. Non credo esistano davvero cose che i bambini non possono capire; e, comunque, il fatto che qualcuno non capisca una cosa non è un buon motivo per non mettergliela davanti.
Ma “Così fan tutte” è un’opera che si rivolge al mondo degli adulti, che vuole cercare di svecchiare un modo di vedere le cose che per i bambini si spera non sia ancora un problema. I protagonisti si ritrovano disillusi rispetto a delle illusioni da cui si comincia a essere bersagliati qualche anno dopo la pubertà.
E poi, temevo che la cosa degenerasse in quel “maschi contro femmine” che personalmente mi preoccupa molto più della pedofilia (quantomeno per il fatto che la pedofilia è illegale, mentre “maschi contro femmine” no!). In effetti il programma di sala stesso ci rassicura che “Così fan tutte” parla di “vizi [che sono] più degli uomini che delle donne, malgrado il titolo”. Non si sa perché, ma almeno le bambine sono state messe a riparo dai traumi. I bambini un po’ meno. Continua a leggere “La scuola all’opera: “Così fan tutte””

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La scuola all’opera: “Così fan tutte”

Successo di pubblico per il finale della stagione lirica bergamasca

La stagione lirica al teatro Donizetti si è chiusa domenica con una rappresentazione del “Così fan tutte”.

La prima cosa che salta all’occhio è che il teatro non solo è pienissimo, ma è pieno di facce nuove, segno che lo spettacolo ha richiamato molti spettatori da fuori città.

Il pregio di questa rappresentazione, diretta dal direttore artistico Francesco Bellotto, è quello di far ascoltare allo spettatore alcune di quelle voci mozartiane così rare al giorno d’oggi (rarità di cui molti estimatori di questo compositore si lamentano). I sei ruoli che, sinteticamente, mette sul palco quest’opera sono stati interpretati da Elena Monti (Fiordiligi), Josè Maria Lo Monaco (Dorabella), Anicio Zorzi Giustiniani (Ferrando), Christian Senn (Guglielmo), Roberta Canzian (Despina) e Lorenzo Regazzo (Don Alfonso). Continua a leggere “Successo di pubblico per il finale della stagione lirica bergamasca”

Successo di pubblico per il finale della stagione lirica bergamasca

“La Bohéme” al Donizetti (non mi sono dimenticato della storia della riflessione sulle scenografie; arriva tra poco)

Il Festival Donizetti 2012 continua con “La Bohéme”. Il titolo pucciniano è stato presentato venerdì e domenica scorsi.

Show con tutti i crismi, senza grilli per la testa. Si tratta del resto di un repertorio (molto amato dal pubblico di oggi) 

Il rischio di scadere nello spettacolo “gita in gondola” è forte. Abbiamo i cantanti che cantano e se la godano, l’atmosfera romantica ma non troppo (stemperata dall’ironia o dalla schiettezza della scapigliatura), la passione tutta italiana… tutto quello che vorrebbe sentire un Giapponese andando alla scala.

Lo spettacolo di venerdì ha soddisfatto appieno queste esigenze, questo sì, ma non è stato una furbata. Di Ivan Stefanutti (regista di questo spettacolo) ricordiamo il “Rigoletto” di due anni fa presentato in questo stesso teatro. Regia rischiosa (o coraggiosa che dir si voglia) decisamente di primo piano, più protagonista rispetto a quella di questa “Bohéme”. Del resto quello bergamasco è un teatro molto più rigido di quanto si pensi, e francamente non ce lo vedo a marciare troppo su questa o quella aspettativa del pubblico. Ricordo una tristissima “Figlia del Reggimento” di pochi anni fa, seguita da un “Barbiere di Siviglia” con lo stesso difetto, pregna di scenette di vecchi e gente che si buttava in terra (purtroppo premiate dal pubblico), ma a parte questo in genere c’è troppa adesione alla musica per permettere grandi voli di fantasia.

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“La Bohéme” al Donizetti (non mi sono dimenticato della storia della riflessione sulle scenografie; arriva tra poco)

“Maria Stuarda” a Bergamo e piccola riflessione sulle scenografie teatrali

Dopo l’inizio brillante col “Belisario”, il Festival Donizetti ha rilanciato con un titolo assai impegnativo: la Maria Stuarda”.

Da dove cominciare? La prima cosa che salta all’occhio in questa produzione è l’impostazione funerea della regia. Colori cupi e macabri adeguati al titolo, ma ho avuto modo di vedere da vicino i costumi di Manuel Pedretti, prima dello spettacolo, e devo dire che in una scena di massa perdono molto del loro fascino.

Sintetica la scenografia, formata da un cubo al centro della scena che rappresenterà volta per volta il trono della regina, il carcere della prigioniera finché solo alla fine lo spettatore si accorgerà di trovarsi di fronte a una vera e propria ghigliottina.

Molto evocative le luci di Claudio Schmid, forse poco protagoniste, dato che la scena resta perlopiù avvolta in un neutro bianco e nero e solo in alcuni momenti, per esempio il finale con l’uscita di scena di Maria Stuarda, in cui il cubo di cui sopra si apre per liberare una candida luce sfolgorante. Continua a leggere ““Maria Stuarda” a Bergamo e piccola riflessione sulle scenografie teatrali”

“Maria Stuarda” a Bergamo e piccola riflessione sulle scenografie teatrali

Giustiniano ci racconta il “Belisario”; intervista a Francesco Palmieri

Dopo il “Belisario” di qualche giorno fa ho intervistato per voi il basso Francesco Palmieri, alias Giustiano. Ecco cosa mi ha raccontato.

Una descrizione di te in poche parole.

Non amo parlare di me, e sono anche poco avvezzo alla sintesi. Anche questa potrebbe essere una descrizione.

Come ti trovi in questo ruolo? Hai qualcosa in comune col tuo personaggio?

Poter vestire i panni di un personaggio storico così di rilievo è un grande privilegio. Vestire i panni di qualsiasi personaggio è un’occasione. Il personaggio ti offre la possibilità, attraverso la sua incompletezza, di misurare la tua incompletezza nella vita. Questa, a parer mio, è l’unica completezza possibile, la grande offerta che fa il teatro!
Dal punto di vista musicale mi sarebbe piaciuto essere impegnato di più, ma alla fine mi rendo conto che nell’economia generale dello spettacolo tutto è impostato in una coralità, quindi tutti i personaggi contribuiscono alla sua realizzazione. Continua a leggere “Giustiniano ci racconta il “Belisario”; intervista a Francesco Palmieri”

Giustiniano ci racconta il “Belisario”; intervista a Francesco Palmieri

Apertura del Festival Donizetti 2012 e piccola riflessione sul pubblico teatrale

Ottima apertura per il Festival Donizetti venerdì scorso.

È andato in scena il “Belisario”, opera che non sa scegliere tra il dramma avventuroso fatto di intrighi e tradimenti e il dramma psicologico che mette in scena la tragicità umana.
Un’opera matura ed estrosa, eccentrica sin dall’ambientazione scelta dagli autori: la Bisanzio di Giustiniano, a cavallo tra il fasto dell’impero e la decadenza del Medioevo così come il testo è a metà tra il mito greco e la sceneggiata.

L’opera, andata in scena per la prima volta alla Fenice di Venezia nel 1835 e riscoperta dal maestro Gianandrea Gavazzeni nel 1969, racconta la storia di Belisario (Dario Solari nello spettacolo di domenica), comandante di Giustiniano (Francesco Palmieri) accusato ingiustamente di tradimento.

Intorno al personaggio principale, interpretato da Dario Solari in modo convincente soprattutto nella seconda parte, ne vediamo altri le cui storie vanno a formare l’intreccio introno alla vicenda del comandante.
Alamiro (Andeka Gorrotxategui), è il figlio da lui abbandonato in fasce in nome della ragion di stato e poi ritrovato. Un ruolo non di primissimo piano. A dominare la scena a fianco a Belisario ci sono infatti due personaggi femminili: sua figlia Irene (Annunziata Vestri), che lo assiste negli ultimi giorni di vita raminga e solitaria, e sua moglie Antonina (Donata D’Annunzio Lombardi), la cattiva della storia, che, accecata dall’odio dopo la presunta morte del figlio, complotta contro Belisario perché venga accusato di tradimento. Continua a leggere “Apertura del Festival Donizetti 2012 e piccola riflessione sul pubblico teatrale”

Apertura del Festival Donizetti 2012 e piccola riflessione sul pubblico teatrale