Vietare i portachiavi fascisti è un’idea demente

Via libera dalla Camera alla proposta di legge che introduce l’articolo 293-bis nel codice penale relativo al reato di propaganda fascista. Così recita la nuova formulazione:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici.

Ovvero non si potranno più vendere per strada quei ninnoli kitchissimi con su la faccia del Duce, fare il saluto romano, dire che ai tempi del fascismo andava tutto alla grande e via discorrendo. In altre parole, la legge attuale rende di fatto vera quella frase oggi di gran moda secondo cui “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.
Una frase che francamente ho sempre trovato ridicola. Sì, so che l’ha detta un tizio molto fico che poi è stato pure ammazzato, ma questo non cambia la mia opinione in merito. Continua a leggere “Vietare i portachiavi fascisti è un’idea demente”

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Vietare i portachiavi fascisti è un’idea demente

Berlusconi e pupe

Ovvero: la risposta alla domanda “Ma perché ce l’avete tanto con Berlusconi, accidenti?”

Lo ammetto. Come tanti, anch’io sono depresso per il fatto che qualcuno abbia votato Berlusconi. Il motivo è semplice: mi ritengo un uomo con delle aspirazioni, che desidera affrontare discorsi seri. E come faccio, in un paese dove c’è ancora gente che vota Berlusconi?
Ma potrei anche dire “in un paese dove Berlusconi si presenta alle elezioni”. Avevo sperato che questa fosse la prima elezione della mia vita (ho compiuto 18 anni nel 2008) in cui avrei potuto votare chi mi pareva, senza preoccuparmi del pericolo di una vittoria di Berlusconi, ma sono stato deluso. Elezioni a cui si presenta anche il PDL non sono elezioni serie. Votare per elezioni del genere è come fare una dichiarazione d’amore con una scimmia in testa. Non si può. O badi a quello che stai facendo o badi al fatto che hai una scimmia in testa.
Amore, teatro, razionalismo, laicità, anarchia, superamento del femminismo, dell’animalismo e di altre patacche simili… io voglio parlare di tutti questi alti concetti, ma come faccio a farlo in un paese dove c’è gente che vota Berlusconi?

È questo quello che rende quest’uomo così deprimente. Questa è la natura della sua politica.
Qualche tempo fa stavo discutendo con un tizio col quale ero in disaccordo. A un certo punto costui mi propone di vederci qualche ora dopo da soli.
E io: “E perché?”.
Lui: “Dai, vediamoci da soli.”.
“No!” rispondo io “Che cazzo cambia? Mica se siamo soli hai ragione, mentre se siamo con altri hai torto!”
Lui: “Paura di prenderle, eh, gay?”.
Io: “Prego?”.
Lui mi conferma: “Paura di prenderle, eh, gay?”.
Ecco, penso che queste cinque parole descrivano perfettamente la politica di Berlusconi. “Paura di prenderle, eh, gay?”. Non c’è spazio per le argomentazioni, i concetti, le idee… è una politica schietta… del fare. Gli altri parlano… Berlusconi fa! Peccato che il tutto venga ridotto a una gara a chi ce l’ha più grosso, dove se qualcuno prova a sostenere le sue posizioni rifiutando questo sistema e cercandone un altro è automaticamente squalificato dalla competizione, poiché evidentemente ce l’ha piccolo.

Molte persone che valutano il successo di un uomo da quanta figa ha (e badate che ho detto “figa”, non “donne”) neanche gli scandali sessuali buttano giù i politici, perché c’è chi li vede come un indice di successo. Una visione del mondo da “Fast and furious”… in cui non è neppure così rilevante come te la sei procurata la figa in questione, se vincendola al gioco o pagandola.
In un mondo di “Fast and furious” Berlusconi è riuscito a diventare il capobranco. E un capobranco non si combatte a parole. Il capobranco le parole neanche le concepisce. Se ci fate caso, Berlusconi non è neppure particolarmente cattivo coi suoi oppositori, semplicemente non capisce cosa stiano facendo. Egli chiama le critiche “illazioni” o “delegittimazioni” perché non capisce a cosa serva la gente che fa opposizione. Non lo capisce come non lo capirebbe… una foca, per dire. Non puoi mica andare da una foca e dirgli che deve essere più romantica con le femmine del suo branco. “Perché?” ti risponderà “Sono roba mia! Ho dimostrato di essere quello in grado di inseminarle.”.
Per inciso, non so come organizzino la loro vita le foche, sto andando un po’ per analogia con gli altri animali che conosco.

Non tutti gli elettori berlusconiani, però, sono dei cafoni che passano la loro vita tra un aperitivo e l’altro e hanno giurato fedeltà al capobranco. Qualcuno è berlusconiano anche perché, a furia di sentirlo insultare, l’ha preso in simpatia.
I rischi di vivere in un paese di gente de còre. A questi gentiluomini io dico chiaramente che il fatto che molti oppositori di Berlusconi non valgano niente non significa che Berlusconi valga qualcosa. Confido che un concetto così elementare sia in grado di capirlo, perché l’anti-antiberlusconiano non è stupido come dicono.
Perché è vero che molti oppositori di Berlusconi non valgono niente. In Italia c’è gente che sa che non gli piace Berlusconi, ma non sa altro. Probabilmente non sa neanche perché. Tolto Berlusconi, molti antiberlusconiani sono teste di cazzo. Non dicono niente e quando dicono qualcosa è roba di ottant’anni fa.

Gli italiani di sinistra sono come quelli che, nostalgici del cinema italiano di cinquant’anni fa, affermano: “Oggi ci sono solo cinepanettoni, Grandi Fratelli…”. Ma cosa dite? I cinepanettoni faranno soldi, ma lo dicono tutti che sono delle stronzate. Criticate “Scrubs”, se volete davvero combattere il degrado. Criticate tutte quelle serie TV stupide ma che tante persone considerano brillanti. Criticate i lagnosi predicozzi di “Into the wild”, se davvero rimpiangete il grande cinema. Il problema non è il cinepanettone, è che tu non capisci un cazzo di cinema e saresti capacissimo di guardarti un cinepanettone, se te lo chiamassi in un altro modo. E sono sicurissimo che allo stesso modo potrei farti leggere il programma elettorale di Berlusconi senza dirti che è di Berlusconi e riuscire a fartelo votare. Perché tu non capisci un cazzo di politica.

Tutti contro il capobranco, tutti contro il degrado, tutti che “fatti non foste a viver come bruti”, ma quando critichi le discoteche sei un cattivone che non vuole che dei ragazzini si divertano. Ma, allora, poi non vi lamentate! O il Pulcino Pio e Berlusconi, oppure nessuno dei due.

Il danno che Berlusconi ha fatto alla cultura italiana va oltre quello che si pensa.
Prendete la televisione. Solo in un paese in cui una delle figure più potenti della TV è Barbara D’Urso (e lo è grazie a Berlusconi) può passare l’idea che Serena Dandini sia una presentatrice preparata, Neri Marcoré il più grande show-man del mondo e Fazio e la Littizzetto due persone con qualcosa di interessante da dire.

Molti dicono di votare Berlusconi perché il PD sta loro sulle palle. Anche a me sta sulle palle il PD. Vorrei che questa fosse l’ultima volta che sono costretto a votarlo. Non l’avrei votato, se il PDL non si fosse presentato alle elezioni. Ma il PD, senza Berlusconi, non esisterebbe, proprio perché solo il peggiore dei governi può far passare questa roba per opposizione. Se vi sta sulle palle il PD, cominciate a smettere di votare Berlusconi e vedrete che non ne sentirete più parlare.

Fatevi un esame di coscienza. Potreste scoprire di somigliare a Berlusconi molto più di quanto crediate.
Quante volte avete detto “Non insultarmi!” a chi semplicemente vi stava dicendo che secondo lui dicevate stronzate?
Quante volte, per chiudere una discussione, avete tirato fuori il vecchio “Tu hai le tue idee, io le mie.”?
Quante volte avete rifiutato il confronto con chi aveva idee diverse, addirittura vivendolo come una violenza nei vostri riguardi?
Non vi è passato per la testa che forse qualcuno, vedendo che le cose stanno così, possa aver trovato attraente un personaggio con la stessa indole da italiano medio, ma molto più potente di voi?

Berlusconi e pupe

Il volantino di Lerici: “Le donne e il femminicidio: facciano sana autocritica. Quante volte provocano?”

Si sta discutendo molto, in questi giorni, di un volantino affisso dal sacerdote don Piero Corsi sulla bacheca di una chiesa di Lerici intitolato “Le donne e il femminicidio: facciano sana autocritica. Quante volte provocano?”.
Feroci e immediate le condanne piovono da ogni parte. Non si giustificano lo stupro e l’omicidio! Non si proibisce alle donne di vestirsi come vogliono! La cosa finisce male per il prete, che viene costretto a una pubblica abiura e viene attaccato dallo stesso Vaticano (“Cosa grave e triste.” dice Bagnasco).
Le condanne piovono così ferocemente che, in effetti, non si riesce a capire cosa c’è scritto di preciso sul volantino. Basta un clic per trovare mille articoli che ne parlano, ma è una faticaccia trovarne uno che ne riporti il testo.
Io, comunque, con un po’ di pazienza, l’ho trovato e ve lo riporto di seguito.

Le donne e il femminicidio: facciano sana autocritica. Quante volte provocano?

Proseguiamo nella nostra analisi su quel fenomeno che i soliti tromboni di giornali e Tv chiamano “femminicidio”. Aspettiamo risposte su come definire gli aborti: stragi? Notoriamente, l’aborto lo decide la donna in combutta col marito e sono molti di più dei cosiddetti femminicidi. Una stampa fanatica e deviata, attribuisce all’uomo che non accetterebbe la separazione, questa spinta alla violenza. In alcuni casi, questa diagnosi può anche essere vera. Tuttavia, non è serio che qualche psichiatra esprima giudizi, a priori e dalla Tv, senza aver esaminato personalmente i soggetti interessati. Non sarebbe il caso di analizzare episodio per episodio, senza generalizzare e seriamente, anche per evitare l’odio nei confronti dei mariti e degli uomini? Domandiamoci. Possibile che in un sol colpo gli uomini siano impazziti e che il cervello sia partito? Non lo crediamo. Il nodo sta nel fatto che le donne sempre più spesso provocano, cadono nell’arroganza, si credono autosufficienti e finiscono con esasperare le tensioni esistenti.
Bambini abbandonati a loro stessi, case sporche, piatti in tavola freddi e da fast food, vestiti sudici e da portare in lavanderia, eccetera… Dunque se una famiglia finisce a ramengo e si arriva al delitto (FORMA DI VIOLENZA DA CONDANNARE E PUNIRE CON FERMEZZA), spesso le responsabilità sono condivise.
Quante volte vediamo ragazze e anche signore mature circolare per la strada in vestiti provocanti e succinti?
Quanti tradimenti si consumano sui luoghi di lavoro, nelle palestre, nei cinema, eccetera?
Potrebbero farne a meno. Costoro provocano gli istinti peggiori e se poi si arriva anche alla violenza o all’abuso sessuale (lo ribadiamo: roba da mascalzoni), facciano un sano esame di coscienza: “forse questo ce lo siamo cercate anche noi?”.
Basterebbe, per esempio, proibire o limitare ai negozi di lingerie femminile di esporre la loro mercanzia per la via pubblica per attutire certi impulsi; proibire l’immonda pornografia; proibire gli spot televisivi erotici, anche in primo pomeriggio. Ma questa società malata di pornografia ed esibizionismo, davanti al commercio, proprio non ne vuol sapere: così le donne diventano libertine e gli uomini, già esauriti, talvolta esagerano.

In realtà, a parte qualche boiatina qua e là (proibire la pornografia, l’aborto è un omicidio) e un tono non proprio diplomatico, questo articolo non è così delirante.
Più avanti spiegherò il mio punto di vista a riguardo, ma ora vorrei far notare un’altra cosa.
Leggendo qua e là i commenti ai vari articoli in cui si parla di questa vicenda, ho notato che, gira e rigira, le frasi di chi condanna il prete di cui sopra sono sempre le stesse. Tanto che si potrebbe quasi parlare di Frequently Asked Questions dei lettori indignati. Continua a leggere “Il volantino di Lerici: “Le donne e il femminicidio: facciano sana autocritica. Quante volte provocano?””

Il volantino di Lerici: “Le donne e il femminicidio: facciano sana autocritica. Quante volte provocano?”