In difesa dei “leoni da tastiera”

Di recente ho avuto modo di sentire un discorso di Paolo Gentiloni, e sono bastati pochi minuti perché la mia attenzione venisse catturata da della vernice che si stava asciugando un paio di metri più in là. Non ce l’ho con Gentiloni in particolare. I discorsi dei politici italiani sono quasi sempre pallosissimi.
“E che ti frega?” dirà qualcuno “Lo scopo di quei discorsi non è intrattenere, per quello ci sono delle ottime sit-com”. La questione, però, non è quanto questi discorsi siano piacevoli da ascoltare, ma quanto siano efficaci.
I politici italiani danno pochissima importanza all’ars retorica. Continua a leggere “In difesa dei “leoni da tastiera””

In difesa dei “leoni da tastiera”

C’è un motivo se non potete andare in giro in topless

Topless

È agosto, tempo di spiaggia e di mare. Tornano i consigli del TG sul bere molta acqua e evitare di uscire nelle ore più calde del giorno, e torna anche una vecchia polemica: quella sull’esposizione di capezzoli femminili. Continua a leggere “C’è un motivo se non potete andare in giro in topless”

C’è un motivo se non potete andare in giro in topless

Investire in cultura non è solo spillare soldi ai turisti

In questi anni mi è capitato spessissimo di affrontare con amici e colleghi l’argomento “soldi e cultura”, e da quel che ho capito esistono due scuole di pensiero a riguardo.
C’è chi pensa che fare soldi con la cultura significhi principalmente investire sul turismo, un punto di vista con il quale io ho dei problemi perché la stessa definizione di “turismo” non è chiarissima. “Turista” è chiunque viaggi per diletto, e di conseguenza investire sul turismo significa rendere un luogo piacevole in modo che la gente sia disposta a venire a spenderci dei soldi, cosa che di certo male non fa. Credo tuttavia che perché il turismo sia un’attività realmente lucrativa non si possa prescindere dall’immagine niente affatto edificante di frotte di stranieri cafoni venuti a fotografare un monumento attratti solo dal nome famoso. Mettendo da parte ogni giudizio etico/estetico, il problema di questo scenario dal punto di vista economico è che il principio su cui si basa è unicamente quello dello spillare quanti più soldi possibile ai villeggianti, e pertanto è un sistema che va a vantaggio solo di quei pochi che possono permettersi di mandare avanti un’attività in una zona di interesse turistico. Quella che in gergo si chiama “speculazione”. Continua a leggere “Investire in cultura non è solo spillare soldi ai turisti”

Investire in cultura non è solo spillare soldi ai turisti

Mabbona co’ ‘sta cazzata del Sol Invictus

Ci sono due modi di essere pirla a Natale: il primo è andare in giro a cianciare di improbabili “radici cristiane” in nome delle quali pretendere l’imposizione di simboli e riti cristiani nei luoghi pubblici, mentre il secondo consiste nel sostenere che il Natale sia una festa pagana copiata da varie festività tra cui quella del Sol Invictus.

Se da un lato questo secondo genere di pirlaggine è meno grave del primo in quanto meno presente nei luoghi della politica (dal Parlamento ai programmi di approfondimento giornalistico), dall’altro è più grave in quanto più stupido.

Sol Invictus 1

Perché sono discorsi stupidi

Sorvoliamo sul fatto che gran parte dei parallelismi che vengono fatti in questo periodo tra le varie festività legate al solstizio di inverno siano inesatti (tanto per dirne una, non è vero che la natività di Krishna viene festeggiata il 25 dicembre), il motivo per cui questi discorsi sono stupidi è un altro.
L’intelligenza è la capacità di stabilire collegamenti tra le informazioni in proprio possesso. Esempio: so che ieri in quel punto del mio giardino è caduto un semino (informazione 1), so che il giorno dopo nello stesso punto è cresciuta una piantina (informazione 2), collego le due informazioni e ipotizzo che i semini facciano crescere le piantine.

Ma quelli che raccontano che il Natale è la versione moderna dei saturnali romani o della natività di Attis esattamente dove vogliono andare a parare?
Quantomeno dietro i discorsi di chi straparla di radici cristiane c’è una sorta di ragionamento (in Italia ci sono tanti cristiani, il cristianesimo gioca un ruolo importante nella nostra Storia, quindi vogliamo i simboli cristiani nelle scuole pubbliche), anche se è un ragionamento sbagliato (in un luogo pubblico non possono essere imposti simboli di appartenenza ad un gruppo, per quanto questo sia vasto e per quanto sia stato importante nella storia). Quando, invece, uno viene a dirmi “Il Natale cristiano deriva da una festa pagana” mi viene spontaneo rispondergli: “E… quindi?”.
Generalmente non ottengo risposta. Proverò, tuttavia, a formulare delle ipotesi.

IPOTESI 1:
“il Natale cristiano deriva da una festa pagana,
quindi la Chiesa ci nasconde qualcosa”

Forse quelli che ogni anno ci rivelano che il Natale è la festa del Sol Invictus stanno cercando di dirci che tutto il cristianesimo è tutta una montatura?

In realtà il fatto che la data del 25 dicembre sia stata scelta in base a festività precedenti dedicate a divinità o personaggi mitologici che avevano qualche affinità con Gesù non è mai stato un segreto. Io l’ho imparato al catechismo e all’epoca questa informazione non mi venne data come qualcosa di sensazionale o scandaloso.
In effetti è un’informazione che potete trovare in qualsiasi libro di religione per le scuole elementari, come ad esempio questo.

Sol Invictus 2
“Gli antichi egizi erigevano grandi stele per rappresentare i raggi del sole che illuminano e riscaldano la terra. Gli atzechi ogni mattina facevano sacrifici umani per ridare il sangue al sole. I romani nel solstizio di inverno celebravano la festa della Nascita del Sole Invincibile. Gli abitanti del Nord Europa bruciavano tronchi di albero adorni di rami e di nastri per ottenere che il sole brillasse di nuovo…” dalla descrizione del libro su libreria universitaria

Teniamo presente poi che in senso strettamente religioso il Natale non è la festività più importante. È solo un giorno come un altro in cui festeggiare la nascita di Gesù. È molto più importante la Pasqua, che ne celebra la resurrezione. E che la Pasqua si celebri in una data simbolica penso che non ci sia neanche bisogno di dirlo, visto che cade ogni anno in un giorno diverso.

IPOTESI 2:
“il Natale cristiano deriva da una festa pagana,
quindi Gesù non è mai esistito”

Dovremmo forse pensare che il fatto che la nascita di Gesù venga festeggiata in corrispondenza del solstizio di inverno dimostra che Gesù sia un personaggio inventato? Premetto che non sono cristiano ma dal punto di vista dello storico questo ragionamento è tutt’altro che valido.
L’uso di una data convenzionale per festeggiare la nascita di un personaggio, semmai, dimostra che quel personaggio è esistito realmente. Solo dei personaggi immaginari sappiamo tutto. La vita di un personaggio reale deve essere ricostruita attraverso delle fonti che sono per forza di cose frammentarie.

Tanto per fare un esempio qualche giorno fa, il 17 dicembre, si è festeggiata la nascita di Beethoven. In realtà il 17 dicembre è una data convenzionale: quella indicata dall’atto di battesimo del compositore. C’è anche chi festeggia il 16 dicembre, immaginando che il giorno del battesimo sia stato quello immediatamente successivo al giorno della nascita.

Se invece stessimo parlando di un personaggio immaginario – tipo Harry Potter – basterebbe che l’autrice dei libri si svegliasse un mattino e scrivesse la prima scemenza che gli viene in mente riguardo al personaggio sul suo blog perché questa diventi “vera”.

Sol Invictus 3

IPOTESI 3:
“il Natale cristiano deriva da una festa pagana,
quindi i cristiani hanno cercato di appropriarsi
delle festività altrui”

Questo non è né vero né falso, in realtà. È vero che il cristianesimo, come molte altre religioni, si è appoggiato a tradizioni e miti preesistenti ma questo di per sé non significa nulla.
Le religioni non sono soggette a copyright. Sono (e soprattutto erano in passato) espressione di un sistema di credenze e valori condivisi da un gruppo di individui. È perfettamente normale che per spiegare una nuova religione si ricorra a delle analogie. In special modo quando queste analogie sono valide.
Infatti molti intellettuali medievali non hanno disdegnato di paragonare la mitologia greco-romana al cristianesimo (Petrarca si riferisce a Dio chiamandolo “vivo Giove”, ovverosia “dio vivente”) proprio perché immaginare la prima come una “anticipazione” del secondo non solo non sviliva il cristianesimo ma addirittura lo avvalorava; il fatto che tutte le religioni e le filosofie delle epoche precedenti coincidessero con quanto scritto nel Vangelo in questione era proprio la dimostrazione che il Vangelo era un testo valido.

Insomma, solo due o tre parole per dirvi di piantarla di tirare fuori questa storia del Sol Invictus tutti gli anni. Da sola è una storia che non significa assolutamente niente e allegata ad altre informazioni significa ancora meno.
Sul fatto che Bertone e altra gente come lui andrebbe messa in galera, invece, penso che siamo tutti d’accordo.

Mabbona co’ ‘sta cazzata del Sol Invictus

Il nazismo e il comunismo sono la stessa cosa? (Probabilmente no.)

Nazismo e comunismo 1

Pochi giorni fa il governo ucraino ha approvato a larga maggioranza un provvedimento che pone sullo stesso piano nazismo e comunismo, vietandone i simboli e mettendo di fatto al bando tutti i partiti che si ispirano a una delle due ideologie.

È da quando sono nato che sento furboni di vario tipo affermare che il nazismo e il comunismo sono la stessa cosa. In quanto – secondo loro – entrambi avrebbero fatto un sacco di morti (anzi, il comunismo ne avrebbe fatti molti di più) ed entrambi avrebbero adoperato gli stessi metodi (lager e gulag, ČEKA e Gestapo, culto di Hitler e culto di Stalin). Continua a leggere “Il nazismo e il comunismo sono la stessa cosa? (Probabilmente no.)”

Il nazismo e il comunismo sono la stessa cosa? (Probabilmente no.)

Perché ha senso essere cristiani, perché non ha senso essere cristiani

Buona Pasqua a tutti. Oggi voglio raccontarvi un po’ di fatti miei.
Sapete, c’è stato un periodo della mia vita in cui sono stato cristiano. Ora non lo sono più, perché mi sono reso conto che non è possibile dirsi davvero credenti se non si crede prima di tutto alla cosmogonia di una religione, alla presenza di un dio e all’esistenza di un oltremodo così come viene descritto dalla religione in questione. Insomma, non ho mai visto di buon occhio le tante religioni fai-da-te di cui tanti esempi si vedono in giro.
Intendiamoci: sia che queste religioni fai-da-te se le inventi un privato ad uso personale sia che se le inventi un papa con un concilio.
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Perché ha senso essere cristiani, perché non ha senso essere cristiani