“Coco” potrebbe benissimo essere un film dell’Asylum

Avete presente la categoria di film “così brutti da essere belli”? Come dice il nome, sono quei film fatti così male (di solito anche a causa del budget molto basso) da essere a modo loro divertenti. Tra gli esempi più famosi troviamo “Alex l’ariete”, “The room”, “Dreamland – la terra dei sogni” e naturalmente i film dell’Asylum, la celebre casa produttrice di mockbuster (che da qualche tempo a questa parte ha capito lo scherzo e sbaglia i film apposta per farsi ridere dietro).

Oggi vorrei farvi una domanda: come mai di fronte a questi film vi fate tutti delle gran risate e di fronte a film con le stesse identiche pecche ma ad alto budget no?
È il caso di “Coco”, il nuovo film prodotto dalla Pixar e distribuito dalla Walt Disney. Se questo film fosse stato prodotto dall’Asylum o dalla Dingo Pictures, le prese per il culo fioccherebbero. Siccome “Coco” è stato prodotto dalla Pixar, si è beccato un sacco di premi – tra cui un Golden Globe – e una sbarca di recensioni positive. Alla faccia della meritocrazia!

Coco

Vado quindi a spiegare perché trovo che tali riconoscimenti siano tutt’altro che meritati. Attenzione: la seguente recensione contiene SPOILER. Continua a leggere ““Coco” potrebbe benissimo essere un film dell’Asylum”

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“Coco” potrebbe benissimo essere un film dell’Asylum

Perché il reboot de “Il pianeta delle scimmie” lascia un po’ il tempo che trova

Scimmie reboot

“Il pianeta delle scimmie”, uno dei romanzi più famosi dello scrittore francese Pierre Boulle, uscì nel 1963 e venne portato sul grande schermo nel 1968, dando così il via a una serie di sequel (ne vennero realizzati quattro negli anni ’70), remake (quello di Tim Burton nel 2001) e – più di recente – reboot. Nel 2011 è infatti uscito “L’alba del pianeta delle scimmie”, primo capitolo di una trilogia tuttora nelle sale. Continua a leggere “Perché il reboot de “Il pianeta delle scimmie” lascia un po’ il tempo che trova”

Perché il reboot de “Il pianeta delle scimmie” lascia un po’ il tempo che trova

Il culo di Megan Fox e il processo creativo

Quando si parla un’opera d’arte prevede l’impiego di più discipline (come nel caso del teatro, del cinema o del fumetto) spesso ci si domanda quale sia la più importante, se il testo, la musica, la componente grafica o la messa in scena. La risposta a questa domanda è più complessa di quanto si possa pensare. Esistono opere che hanno un libretto disgraziato ma una musica meravigliosa, film che hanno un copione imbarazzante ma degli interpreti straordinari, fumetti che puntano tutto sulla bellezza dei disegni e via discorrendo. Anche se l’opera ideale è probabilmente quella in cui tutte le parti concorrono a formare un prodotto perfetto, credo sia innegabile che ci sono spettacoli che si fondano su un unico elemento.
Un esempio è un film del 2009 intitolato “Jennifer’s body”. Lo scopo (dichiarato) di questo film era uno solo: consacrare Megan Fox come icona sexy generazionale. Continua a leggere “Il culo di Megan Fox e il processo creativo”

Il culo di Megan Fox e il processo creativo

Le tette di Natalie Martinez sono prive di spessore

Di recente ho recensito su questo blog il film “Baywatch” di Seth Gordon. Naturalmente ho dato un’occhiata anche alle altre recensioni reperibili sul web e mi sono trovato di fronte a frasi di questo tipo:

“Baywatch” ha il pregio di aver evitato eccessi sessisti verso le sue protagoniste, che rimangono in costume o abiti leggeri ma pur sempre vestite.

In primis si deve sottolineare che più di un film trattasi di un telefilm lungo , con tempi e sceneggiatura televisivi e dialoghi parimenti improntati ad una volgarità discretamente divertente e per una volta sessista non nei confronti del genere femminile ma verso il maschile.

Insieme a “buonista” e “analfabeta funzionale”, “sessista” è una delle espressioni più usate a sproposito al giorno d’oggi. Tanto che viene spontaneo pensare al buon vecchio Inigo Montoya e alla sua storica frase: “Dici sempre esta parabla. No creo que vol decir quello che pensi tu”.
Stando al dizionario il termine “sessismo” indica la “tendenza a valutare la capacità o l’attività delle persone in base al sesso ovvero ad attuare una discriminazione sessuale”, e davvero non si capisce in che modo tale discriminazione potrebbe essere effettuata mostrando le tette di un personaggio. Dipenderà dal fatto che così facendo il personaggio viene ridotto a un oggetto privo di spessore?
C’è una cosa che molte persone dimenticano a questo proposito, ed è che a rendere insignificante un personaggio non è il fatto che la sua funzione sia eccitare lo spettatore ma il suo essere passivo. Continua a leggere “Le tette di Natalie Martinez sono prive di spessore”

Le tette di Natalie Martinez sono prive di spessore

“Baywatch” di Seth Gordon è quasi un gran bel film

Baywatch

Quando si parla di pop-corn movie, l’errore più comune è quello di pensare che non debbano essere film di qualità. Come se “qualità” fosse sinonimo di “discorsi impegnati che si fa fatica a seguire”. Non è così che funziona: un film è un film “di qualità” nel momento in cui riesce nel suo intento, quale esso sia.
Anche un film pensato per far riflettere, se fatto bene, non avrà bisogno di uno spettatore che gli stia dietro, ma lo coinvolgerà a prescindere.
Il fatto che un film sia pensato per intrattenere non lo rende al di sopra di ogni critica. Come tutti i film, i pop-corn movie possono essere belli o brutti. Quelli brutti sono noiosi, poco coinvolgenti e scontati. Continua a leggere ““Baywatch” di Seth Gordon è quasi un gran bel film”

“Baywatch” di Seth Gordon è quasi un gran bel film

Perché “La maledizione della prima luna” è un bel film e i suoi sequel no

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In questi giorni esce al cinema “La vendetta di Salazar”, facente parte del franchise “I pirati dei Caraibi”, iniziato nel 2003 con il film “La maledizione della prima luna”.

Quest’ultimo è uno dei film d’avventura più belli che abbia mai visto. Un sapiente mix di azione e umorismo, ironia e sentimento, con un cast indovinatissimo. Il resto del pubblico è d’accordo con me, infatti il successo è stato tale da dare vita a ben quattro sequel, nessuno dei quali particolarmente riuscito. Si salva giusto il secondo, a patto di non prenderlo troppo sul serio, ma solo per il ritmo molto incalzante e una buona dose di fan-service che non guasta mai.

Vi siete mai chiesti, tuttavia, cos’abbia in più “La maledizione della prima luna” rispetto ai seguiti che ha generato? Io ho una mia idea in proposito e vado a esporvela. Continua a leggere “Perché “La maledizione della prima luna” è un bel film e i suoi sequel no”

Perché “La maledizione della prima luna” è un bel film e i suoi sequel no

Sette ragioni per cui “La Bella e la Bestia” non parla della Sindrome di Stoccolma

Qualche giorno fa mi sono imbattuto in un articolo molto interessante. Così interessante che ho deciso di tradurlo in italiano. L’argomento è il film Disney del 1991 “La Bella e la Bestia”, e dal momento che sta per uscire la versione per ritardati di questo capolavoro ho pensato di cogliere l’occasione per pubblicarlo. Continua a leggere “Sette ragioni per cui “La Bella e la Bestia” non parla della Sindrome di Stoccolma”

Sette ragioni per cui “La Bella e la Bestia” non parla della Sindrome di Stoccolma