Maratona cinematografica di Batman – “LEGO Batman – il film”

LEGO Batman

Per una serie di circostanze avverse, non mi riuscii di vedere questo film al cinema nel 2017 (anno della sua uscita). Mi promisi di recuperarlo in seguito ma la cosa mi uscì di mente.
Qualche giorno fa, però, mi è capitato di vedere “LEGO Movie”, un film che mi è piaciuto da morire, e così ho deciso che dovevo assolutamente vedere anche “LEGO Batman”.

Ora vi dirò come l’ho trovato ma prima liberiamoci dell’elefante nella stanza: Geppi Cucciari fa veramente tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto schifo a doppiare.
Ma proprio tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto, tanto. Parliamo di una di quelle performance capaci di rovinare un film quindi, se possibile, questo guardatelo coi sottotitoli. Cosa che tra l’altro credo farà la maggior parte della gente. Voglio dire… al giorno d’oggi è quasi una moda guardare tutto in lingua originale sottotitolato, dubito che lo spettatore medio eviterà di farlo nell’unico caso in cui dovrebbe essere OBBLIGATORIO. Mi dispiace solo per gli altri doppiatori, i cui sforzi saranno stati vanificati per colpa di chi ha fatto questa scelta di casting demenziale.

Veniamo al film. “LEGO Batman” si presenta come una parodia del personaggio di Batman ed è un esempio perfetto di come una parodia funzioni nel momento in cui l’autore comprende appieno cosa aveva funzionato nell’originale.
In un’altra recensione avevo confessato di preferire di gran lunga il “Batman” di Tim Burton a quello di Christopher Nolan e che il motivo fosse da ricercare in quei noiosissimi pistolotti sui Massimi Sistemi che di tanto in tanto i personaggi si sentono in dovere di propinarci.
Non è tanto una questione di contenuti. Cioè, a dire il vero credo che da quel punto di vista i dialoghi di quei film si considerino molto più profondi di quanto non siano in realtà, ma non è quello il punto. Più che altro, credo che raccontare dei personaggi e uno scenario in quel modo sia uno svilimento del mezzo cinematografico.
Uno dei motivi per cui esiste la narrativa è che raccontare una storia è un ottimo sistema per esprimere dei concetti. Un sistema molto più efficace del semplice esporli tramite un discorso, da qui l’espressione “Un’immagine vale mille parole”.
Per fare un esempio banale: voglio spiegare a mia figlia che, se si dà troppa confidenza agli sconosciuti e non si ascoltano i propri genitori, si fa una brutta fine. Posso limitarmi a dirglielo, ma raccontarle “Cappuccetto Rosso” sarà mille volte più efficace.
Infilare dei pallosissimi spiegoni in un film non significa renderlo più “adulto” o più “impegnato” ma solo fare un passo indietro rispetto a quelle che sono le potenzialità di una storia ben raccontata.

Il cavaliere oscuro
Questa vignetta è un repost, ma il concetto è sempre valido.

Tim Burton aveva sfruttato molto meglio il mezzo cinematografico e il risultato era stato un personaggio molto più interessante, con tutte le sue contraddizioni. Un uomo cupo, un soldato ligio al dovere nella lotta contro il crimine, ma allo stesso tempo un uomo pieno di fragilità, così ben rappresentate dai suoi avversari folli e psichedelici. Avversari che sembrano avere la funzione di mettere alla prova la sua granitica forza di volontà.
C’è una battuta del film “Batman – il ritorno” che descrive Batman perfettamente:

Sei erba pepe per una donna come me. Sei bello, forte e indifeso. Sei una cosa da morire.

gli dice una licenziosissima Catwoman.

In “LEGO Batman”, Batman è esattamente questo: una scorza durissima sotto la quale si cela un bambino terrorizzato. Naturalmente, trattandosi di una parodia, la tragedia si ripete in forma di farsa. Abbiamo un Batman immaturo e spaccone che rifiuta la compagnia degli altri esseri umani (addirittura, in contraddizione con qualunque altra versione, tratta malissimo Alfred) perché teme di soffrire di nuovo per il distacco. Nel corso del film dovrà imparare ad affrontare questa sua paura.
I primi due atti, quindi, funzionano benissimo. Ci sono però dei problemi nel terzo, perché a furia di insistere sul concetto di cui sopra il film diventa prolisso e rischia di scadere nel piagnucoloso stile Nolan senza averne la dimensione epica.
Tale prolissità finisce anche per rendere fastidioso un altro punto di forza del film: le citazioni. In “LEGO Batman” ce ne sono moltissime, sono molto sottili e vengono usate molto bene ma, come per tutte le cose buone, è meglio non abusarne. A questo proposito, a un certo punto del film il Joker si allei con altri supercattivi provenienti da mondi diversi, idea che permette di sfruttare personaggi legalmente in possesso della LEGO come Sauron e King Kong (da quando lui è un supercattivo, comunque?) ma che rischia di scadere in un effetto tipo “Epic Movie” (cioè “citiamo tante cose famose a casaccio solo perché possiamo farlo”).
Insomma, se fosse durato un po’ di meno, questo sarebbe stato probabilmente il secondo migliore film su Batman. Così com’è, rientra comunque tra i primi cinque.

Annunci
Maratona cinematografica di Batman – “LEGO Batman – il film”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...