Il culo di Megan Fox e il processo creativo

Quando si parla un’opera d’arte prevede l’impiego di più discipline (come nel caso del teatro, del cinema o del fumetto) spesso ci si domanda quale sia la più importante, se il testo, la musica, la componente grafica o la messa in scena. La risposta a questa domanda è più complessa di quanto si possa pensare. Esistono opere che hanno un libretto disgraziato ma una musica meravigliosa, film che hanno un copione imbarazzante ma degli interpreti straordinari, fumetti che puntano tutto sulla bellezza dei disegni e via discorrendo. Anche se l’opera ideale è probabilmente quella in cui tutte le parti concorrono a formare un prodotto perfetto, credo sia innegabile che ci sono spettacoli che si fondano su un unico elemento.
Un esempio è un film del 2009 intitolato “Jennifer’s body”. Lo scopo (dichiarato) di questo film era uno solo: consacrare Megan Fox come icona sexy generazionale.

La cosa più importante del film, dunque, era far vedere il culo di Megan Fox. Il resto era secondario. Eppure è interessante notare come i produttori non si siano limitati a ingaggiare l’attrice in questione e a dirle “dobbiamo girare un film in cui si vede che sei figa, mettiti qualcosa di carino” ma abbiano agito con metodo, confezionando per lei un prodotto adatto a valorizzarla come sex-symbol. Per fare questo hanno seguito lo stesso processo creativo che avrebbero seguito per un film “normale”.

Megan Fox for Esquire magazine (2007) photo shoot by Greg Williams

Il tema

Megan Fox era famosa all’epoca per aver interpretato due anni prima la protagonista femminile del film “Transformer”. Pertanto era famosa (nonostante avesse ventisei anni) come fantasia erotica ricorrente della maggior parte dei teenager. Quale tema migliore, dunque, dell’adolescenza e delle tempeste ormonali che essa comporta?

Il punto di vista tematico

Viene chiarito nella primissima battuta del film: “L’inferno è una ragazza adolescente”. L’adolescenza vista come un luogo di peccato, sofferenza e espiazione. Situazione adattissima a Megan Fox, che con il suo sguardo da pesce lesso arrapato rende bene l’idea di una “dark lady” seducente e pericolosa.

Il soggetto

Avremo quindi una Megan Fox adolescente e femme-fatale. Un’idea che può prendere corpo in mille modi diversi, ma quello scelto dagli sceneggiatori di questo film lo trovo geniale: la protagonista deve essere una mangiauomini? E allora facciamola essere LETTERALMENTE una mangiauomini! Megan Fox interpreterà una ragazza posseduta da un demonio (vedi punti precedenti) che per nutrirsi divora dei ragazzi che attira con le sue arti femminili.

Megan Fox 2

Lo sviluppo

Ciò che rende “Jennifer’s body” un film godibile, nonostante sia un filmetto per ragazzini pipparoli, è che non finge di essere qualcos’altro. A differenza ad esempio di “AlbaKiara” (uscito grossomodo nello stesso periodo), che rappresentava a sua volta un mondo di adolescenti “dannati” prendendosi però molto più sul serio, come se quella rappresentata nel film fosse “una scomoda verità”. In realtà l’idea che i giovani passino la giornata tra sesso, droga, rock-n-roll, riti satanici e delitti di vario tipo, è una paranoia della società (degli adulti apprensivi e degli stessi giovani, che si sentono inadeguati rispetto ai loro coetanei più spacconi). Non si può prenderla sul serio e infatti il film non lo fa, ma la rappresenta in una situazione paradossale dando al soggetto un taglio da commedia nera horror. Da qui l’elemento paranormale.

La trama e il personaggio punto-di-vista

Megan Fox, quindi, sarà una ragazza posseduta da un demone. E poi? Ovviamente verrà ostacolata da altri personaggi che vogliono fermare la sua furia distruttrice ma quali? Quale può essere la nemesi di un personaggio del genere? Nel film è una ragazza con un carattere opposto al suo (dolce e remissivo). Idea non originalissima ma che permette di esaminare un elemento interessante all’interno di un soggetto simile: il rapporto tra lo strafigo e lo sfigato (ovvero la persona normale, ma ovvio che un film del genere non usi mezzi termini). In questo film i due personaggi sono amici molto intimi e il secondo prova per il primo un’ammirazione che assume talvolta forme morbose (la scena del bacio lesbo tra le due, pur essendo palesemente fan-service, è tutt’altro che gratuita). Tale sentimento sarà il motore dell’azione, in quanto il buono dovrà liberarsene se vuole sconfiggere il cattivo della storia e così facendo salvare il suo fidanzato dalle sue grinfie. Sarà quindi il personaggio interpretato da Amanda Seyfried a ricoprire il ruolo di protagonista, nonostante Megan Fox rimanga il fulcro dell’azione. Ottima scelta perché, se l’obiettivo del film è farci ammirare il suo culo per due ore, il punto di vista non può essere quello di Megan Fox stessa. Serve un osservatore esterno.

La sceneggiatura vera e propria

Una volta creato l’intreccio e messe insieme tutte le scene che lo compongono, occorre dare agli attori un copione da interpretare. Ricordiamo per l’ennesima volta che l’obiettivo finale è rappresentare Megan Fox come una femme-fatale di provincia. Pertanto un dialogo tra lei e la sua migliore amica non potrà essere una roba di questo tenore:

JENNIFER: Ciao, come stai?
NEEDY: Bene, grazie.
JENNIFER: Ti va di venire a un concerto stasera?
NEEDY: Ok.

Ma somiglierà piuttosto a questo:

JENNIFER: Stasera tu esci con me.
NEEDY: Oh! E perché?
JENNIFER: Perché i “Low Shoulder” suonano al “Melody Lane”. Sono un gruppo rock indipendente. Sono andata a vedere il loro spazio su MySpace e il cantante è… extra-succoso! E poi vedrai che ci saranno un sacco di tipi succosi anche per te. Dai, Needy!
NEEDY: Ho promesso a Chip che sarei stata con lui stasera.
JENNIFER: Buuu! Eliminalo, Needy!
NEEDY: (dopo una breve pausa, sorridendo) A che ora è il concerto?

In altre parole servirà un dialogo che faccia emergere i caratteri dei due personaggi.

Megan Fox 3

L’interprete

Eccoci arrivati alla parte centrale del film, ovvero Megan Fox (e il di lei fondoschiena), che ha il delicatissimo compito di capitalizzare su quello che è accaduto nelle fasi precedenti. Il dialogo di cui sopra, per esempio, dovrà essere interpretato in modo coerente con il tema, il punto di vista tematico, il soggetto, lo sviluppo, la trama e ovviamente il dialogo stesso. Saper recitare (e in generale saper fare qualsiasi cosa riguardi un film) significa comprendere a fondo tutte le fasi del processo creativo in modo da renderne al meglio il significato. Tanto per fare un esempio, nella scena in questione Megan Fox si mostra prima zuccherosa in maniera fintissima e poi (nel momento in cui la sua amica tenta di opporsi ai suoi progetti), la scruta con un’espressione neutra, tradendo per una frazione di secondo la propria irritazione nel momento in cui riduce gli occhi a due fessure. Tutto ciò sembra banale e quasi scontato, eppure non tutte le attrici sono in grado di interpretare una scena in questo modo.

Vi sono ovviamente oltre altre fasi del processo creativo, e tutte devono essere coerenti con l’idea di base di trasformare Megan Fox in un’icona sexy. Dalla colonna sonora indie-rock (che rappresenta bene il mondo provinciale e adolescenziale teatro dell’azione) alle scenografie, al trucco, ai costumi, alla fotografia… fino alla locandina del film che vede l’attrice protagonista assoluta, seduta su un banco di scuola (da dentro il quale fa capolino una mano umana in stato di decomposizione) in tenuta da liceale più scollacciata che mai.

Megan Fox 4
Analisi della locandina che non ho fatto io ma ho preso da qui.

È importante notare che senza tutto questo lavoro alle sue spalle (battuta non voluta) il culo di Megan Fox da solo non avrebbe probabilmente eccitato nessuno. Si tende spesso a dimenticarlo ma nessuna delle sex-symbol che abbiamo conosciuto negli ultimi anni, che si chiami Megan Fox, Jessica Alba o Margot Robbie, è l’unico essere umano di sesso femminile a possedere un culo, sia pure degno di nota. Ciò che ha reso questi tre culi in particolare interessanti per molti di noi è proprio la capacità delle ragazze a cui appartenevano (e delle persone con cui hanno lavorato) di stimolare attraverso di essi la nostra immaginazione. In altre parole, una ragazza adolescente che seduce e divora ragazzi in una scuola è eccitante, un culo di per sé è solo un muscolo con del tessuto adiposo sopra.

Tutto ciò per dire che anche nel momento in cui un film si basa al 100% su un elemento in particolare (in questo caso l’interprete principale) è fondamentale seguire tutto il processo creativo passo dopo passo, cominciando dall’inizio e finendo con la fine (incredibile, vero?). Non si può scrivere un dialogo prima di aver deciso chi siano i personaggi coinvolti, né una colonna sonora senza conoscere la trama del film.
Ogni fase del processo dovrà essere curata da una figura professionale adeguata: il soggetto dovrà essere ideato da un soggettista, l’idea registica dovrà essere sviluppata da un regista, i dialoghi dovranno essere scritti da un dialoghista eccetera (ancora una volta: è davvero necessario specificare queste cose? Fidatevi che sì). Nulla, ovviamente, vieta ad alcune figure professionali di convivere in una sola persona: capita che l’autore dei dialoghi sia anche l’autore del soggetto, ma è sempre bene non strafare.
Infine tutti i membri del cast creativo dovranno comprendere il lavoro degli altri; magari non così bene da poterlo svolgere a loro volta, ma i meccanismi dovranno comunque essere chiari. Megan Fox, come già detto, non riuscirà a interpretare un bel niente senza sapere cosa abbia spinto il dialoghista a scrivere “Buuu! Eliminalo, Needy!” invece di “Dai, vieni al concerto con me! Puoi stare con lui un’altra volta!”.

Un lavoro fatto con tutti i crismi, insomma. E tutto, mi preme ricordarlo, per un film scemo che era solo una scusa per far vedere il culo di Megan Fox. Ammazza che forza l’americani, ahò!

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