Il meglio e il peggio di sequel, prequel, remake e reboot

È tempo di riciclaggi cinematografici. Nel giro di pochi anni i produttori di Hollywood e non solo hanno riscaldato minestre di ogni tipo, proponendoci sequel, prequel, revival, remake e reboot di ogni sorta. Abbiamo visto i seguiti di “Jurassic Park”, “Indiana Jones”, “Il Signore degli Anelli”, “Spiderman”, “Star Wars”, “Star Trek”, “I fantastici 4” e una serie di orripilanti versioni in live-action di certi film Disney di successo. Pare si preparino anche i sequel di “Indipendence Day”, “Alla ricerca di Nemo” e persino Mel Brooks ha annunciato di voler fare un seguito di “Balle spaziali” (gosh!).
In un’epoca in cui basta che un film abbia successo nel primo weekend per garantire un guadagno ai produttori, si punta al titolo di richiamo e chissenefrega del resto. I fan di un determinato franchising verranno a vedere il film in ogni caso.

Io non sono contrario al concetto di sequel/prequel/reboot in sé, quanto al fatto che si ricicli qualsiasi cosa purché abbia un discreto numero di fan ancora in vita.
L’altro giorno stavo chiacchierando con alcune persone riguardo al flop al botteghino del reboot di “Gosthbusters” e una di queste ha detto una cosa sacrosanta:

“lo sbaglio principale è stato voler toccare ‘Ghostbusters’. Non è un film divenuto grande per il suo concept o la sua storia. A portarlo alla gloria è stata la sua comicità. Non è qualcosa che puoi rebootare senza incorrere in feroci fallimenti. Spero che questo film sia di lezione: basta coi reboot ad cazzum.”

Sante parole! Quando decidi di rifare un film di successo devi chiederti cosa lo ha reso tale. Avrebbe senso rifare “Non ci resta che piangere” senza Troisi e Benigni? E una versione in otto puntate de “La fabbrica di cioccolato”? Cosa rende un sequel bello o brutto? Esistono sequel belli o essi servono solo a fare soldi facili? Per rispondere a queste domande sono andato a rivedermi i peggiori e i migliori sequel che conosca e ho stilato due mie personali classifiche…

I cinque migliori sequel (e similari) di sempre

Anche se accade più spesso il contrario, può capitare che un seguito non sia solo all’altezza dell’originale ma anche migliore.

5) “Bianca e Bernie nella terra dei canguri”

Ciò che amo di “Bianca e Bernie” sono i suoi protagonisti. Tanto per cominciare sono due topini alle prese con qualcosa di molto più grande di loro, e poi sono due diplomatici, che ricorrono più volentieri al dialogo che alle botte. Un concetto che, forse, il sequel ha un po’ abbandonato. “Bianca e Bernie nella terra dei canguri” è vivace, pieno di azione, e affianca ai due tranquilli protagonisti un personaggio molto più avventuroso di loro (con il quale Bernie si troverà a competere per conquistare Bianca). Non per questo ci troviamo di fronte a un film che stravolge l’originale, che al contrario completa, riprendendo tematiche che erano state lasciate in sospeso (come la storia d’amore tra i protagonisti) e introducendo nuovi personaggi perfettamente all’altezza di quelli del primo film.

Sequel1

4) “Il padrino”, parti seconda e terza

Gli autori de “Il padrino” furono un po’ paraculi quando decisero di intitolare il sequel del loro film “Il padrino -parte seconda”. Lo fecero per dare l’idea di un’unica storia divisa in tre capitoli, ragion per cui alcuni di voi faticheranno a considerare questo film un sequel.
In effetti mi irrita alquanto quando i produttori cinematografici fanno questo giochetto: creano un sequel e poi si inventano bestemmie come “La saga de ‘I pirati dei caraibi’”. Come “La maledizione del forziere fantasma”, “Il padrino – parte seconda” è un sequel a tutti gli effetti, concepito solo dopo il successo del primo film. A differenza, per esempio, de “Le due torri” che è semplicemente il secondo capitolo di un’opera unica e indivisibile.
Ciononostante, la paraculaggine in questo caso è perdonabile perché i tre film, se considerati come una saga unica, funzionano benissimo! In altre parole alla Paramount si sono presi l’impegno di creare una saga e l’hanno fatto.
Inoltre è alquanto epico il modo in cui nel corso dei tre film assistiamo all’evoluzione del concetto di “mafia” negli anni, passando dal gangsterismo al dettaglio di don Vito alla mafia quotata in borsa di suo figlio Mike.

sequel4

3) “Superman 2” – “Terminator 2” (ex-eaquo)

Credo siano in pochi a non pensare a questi due film quando sentono parlare di sequel ben fatti. Sono lavori che sfruttano al meglio le premesse dei rispettivi originali e provano ad osare un po’ di più. In più entrambi questi film hanno dei cattivi strafichi e questo, per un sequel, non è secondario. È interessante, infatti, vedere l’eroe alle prese con sfide sempre più difficili. Questo vale soprattutto per “Superman II”, in cui il protagonista si ritrova a lottare contro tre persone forti come lui, rispondendo agli eventuali dubbi di chi avrebbe potuto pensare che Superman non sarebbe stato in grado di fare nulla senza i suoi superpoteri.

sequel3

2) L’“Orlando furioso”

Ok, questo forse non possiamo considerarlo un sequel, dal momento che lo stesso Ariosto dichiarò di considerare l’“Orlando innamorato” più che altro una fonte di ispirazione. Tuttavia è un libro da tenere ben presente quando si tratta di seguiti e reboot perché dimostra una cosa: si può prendere un grande soggetto e farne qualcosa di altrettanto fico (se non di più) che sia al contempo originale e rispettoso del precedente.
Anzi! La diversità del lavoro di Ariosto è una nota di merito. Erano passati trent’anni da quando Matteo Maria Boiardo aveva scritto il suo capolavoro, e molte cose erano cambiate. Gli  ideali cavallereschi non erano più in voga come all’epoca. Ariosto lo sapeva e decise di scrivere un’opera che più spesso che no entrasse in polemica con la precedente, puntando meno ai duelli tra cavalieri e più a magie e incantesimi, che considerava un soggetto molto più interessante per il suo pubblico.

sequel5

1) “Brancaleone alle crociate”

Un film che parte dal successo del precedente e lo migliora è senza dubbio “Brancaleone alle crociate”! È un film che mette in campo gli stessi personaggi del film precedente (e alcuni nuovi che reggono benissimo il confronto) e sfrutta la stessa formula. In più, è un film pieno di immaginazione. Non si può fare un film del genere limitandosi a riproporre scene simili a quelle del primo, ribadendo cose che per il pubblico sono già ovvie, e così Monicelli fa entrare in scena streghe, crociati che parlano come in un teatrino dei pupi, una personificazione della signora con la falce e tante altre sorprese.

sequel6

I peggiori sequel (e similari) di sempre

Siccome per conoscere bene un argomento bisogna osservarne il bello ma soprattutto il brutto, ecco un elenco di sequel, reboot, remake eccetera mal riusciti.

5) Svariati sequel direct-to-video della Disney

La Disney ha fatto uscire dei seguiti di quasi tutti i propri film. Brutti seguiti che avevano come unico scopo scucire un po’ di soldi alle famiglie per bambini. Tuttavia li metto in fondo alla classifica perché almeno non fingono di essere ciò che non sono. La Disney vuole fare soldi extra e i pargoli vogliono vedere scene extra dei loro film preferiti. Va bene così.
Inoltre non riesco a essere troppo severo con gente che ha immaginato un sequel di “Cenerentola” in cui la matrigna trova la bacchetta magica della fata Smemorina e la usa per tornare nel passato e impedire a Cenerentola di diventare regina.

sequel7
4) “La storia infinita 3”

Un sequel de “La storia infinita” poteva essere solo orrendo. Perché? Perché “La storia infinita” è un film pieno di momenti molto intensi (come quando il Mordiroccia confessa di non essere riuscito a difendere i propri amici nonostante “le sue mani grandi e forti”), di quelli che richiedono una certa partecipazione del pubblico per essere goduti appieno, ma è stato anche un grande successo commerciale. Film del genere sono destinati ad avere sequel svuotati completamente della poesia dell’originale e pieni di buffonerie che secondo i produttori piaceranno un sacco sopratutto ai bambini. È una cosa che sinceramente non ho mai capito. Se unire all’avventura dei bei momenti di riflessione aveva funzionato nel primo film, perché non riproporre la stessa formula anche nel secondo? È pur vero che il sequel di un film come questo è per sua natura un film che non ha molto da dire, essendo stato già detto tutto nell’originale.
“La storia infinita 3”, però, in questo esagera. Personaggi che erano stati grandiosi e epici nel primo film, qui diventano dei completi idioti. Il povero Falkor, che nel primo film sembrava una creatura uscita da qualche mitologia orientale, si trasformò in una sorta di Pippo meno spigliato. La trama, poi, non è altro che una continua riproposizione della trama del primo film, il che è strano, considerato che il romanzo di Ende era molto più lungo e invece di riproporre si sarebbe potuto proseguire.

sequel8

3) “Il Re Leone 2”

Con questo seguito di un classico Disney, invece, non riesco a essere indulgente perché a differenza dei suoi simili si prendeva sul serio. Non uscì al cinema ma venne pubblicizzato come un film evento. Ancora oggi, di tanto in tanto, lo trasmettono in TV e c’è gente che lo guarda come se fosse un film vero.
La trama prende spunto da uno dei soggetti più abusati da chi ha poche idee: “Romeo e Giulietta” (inizialmente si era pensato anche a Simba che riceveva la visita di tre spiriti la notte di Natale ma l’idea sembrò un po’ troppo audace). I protagonisti sono la figlia di Simba e l’erede di Scar, i quali si innamorano mentre i buoni e i cattivi del primo film si scannano a vicenda. Classico esempio di sequel che non ha assolutamente nulla da dire ma lo dice lo stesso perché tanto un sequel di un film famoso la gente lo guarda comunque.

Operazione decisamente più riuscita quella del secondo seguito de “Il Re Leone”, cioè “Il Re Leone 3 – Hakuna Matata”, che ripercorre la storia del primo film dal punto di vista di Timon e Pumbaa e si presenta fondamentalmente come una parodia del primo film. Un esempio per tutti: stando a questo film gli animali che vediamo inchinarsi durante la nascita di Simba non si stavano inchinando bensì erano svenuti per una scoreggia del facocero!
Vengono inoltre approfonditi alcuni aspetti della vita di Timon e Pumbaa tramite svariati flashback.

sequel9
2) “Spyro”

Spyro (se qualcuno si azzarda a chiamarlo “Spairo” mi sento autorizzato a prenderlo a pugni) è un simpatico draghetto viola protagonista dell’omonima serie sviluppata nel 1998 dalla Insomniac Games che lo vede in genere impegnato a salvare il Regno dei Draghi da crudeli tiranni che vogliono conquistarlo. Nulla di diverso da un qualsiasi videogioco a piattaforme dell’epoca, con la differenza che Spyro era un drago! Quindi sputava fiamme, prendeva a cornate i nemici, poteva volare (!) e cazzo se era fico. Poi, un giorno, qualcuno pensò che la serie sarebbe stata più bella se fosse diventata una roba darkona in cui Spyro aveva una voce da transessuale e un passato tormentato. Scomparvero tutte le intuizioni semplici ma geniali – come la raccolta delle gemme, i mondi da esplorare o la gestione dei punti-ferita (nei primi titoli la salute del traghetto dipendeva da quella di una libellula amica sua, che si rigenerava mangiando farfalle) – sostituite da macchinose banalità quali i cristalli, il soffio di ghiaccio, il soffio elettrico, il soffio acquatico e una serie di nuovi personaggi giocabili molto meno memorabili del protagonista. Nota particolarmente dolente: Sparks, la libellula amica di Spyro, che fino a quel momento aveva avuto col draghetto viola un rapporto basato sull’empatia (Sparx non aveva neppure una battuta di dialogo), simile ai più profondi rapporti uomo-cane della letteratura, si trasformò in una irritante spalla comica.

sequel10
1) “Final Fantasy X-2”

Quando penso ai sequel brutti mi viene subito in mente “Final Fantasy X-2”. È esattamente quello che non dovrebbe essere un sequel. Ricordate quando ho definito “Superman II” un bel sequel, perché parte dalle ottime premesse del primo e le sviluppa? “Final Fantasy X-2” fa il contrario: distrugge tutto ciò che di buono c’era nel primo.
Va bene, come per “La storia infinita 3”, tutto quello che c’era da dire era stato già detto nel primo capitolo. La storia era bell’e finita e anche se qualcosa del finale era un po’ ambiguo non c’erano granché spunti per andare avanti. Ma c’è anche un limite di buon gusto! Non puoi prendermi una storia che era fica perché raccontava un mondo di sacerdoti e tradizioni millenarie e trasformarlo in una banalissima storia di sparatorie. Non puoi prendere una protagonista che funzionava perché combatteva la sua battaglia con serietà e dedizione all’interno di un sistema corrotto fino al midollo e trasformarla in un ibrido tra Xena e Barbie! È già abbastanza brutto che si buttino via delle buone idee, è necessario anche defecarci sopra?
La delusione fu doppia se considerate che fino a quel momento la SquareSoft aveva sempre rifiutato di produrre sequel di “Final Fantasy” e perciò, quando annunciò che avrebbe infranto questa regola, tutti noi ci aspettavamo qualcosa di grandioso.

sequel 11E queste erano la mia top5 e la mia flop5 dei sequel, prequel, reboot, spin-off e quant’altro. Spero che ognuno possa trarne le debite conclusioni. Mi scuso per le eventuali dimenticanze.

Annunci
Il meglio e il peggio di sequel, prequel, remake e reboot

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...