Mabbona co’ ‘sta cazzata del Sol Invictus

Ci sono due modi di essere pirla a Natale: il primo è andare in giro a cianciare di improbabili “radici cristiane” in nome delle quali pretendere l’imposizione di simboli e riti cristiani nei luoghi pubblici, mentre il secondo consiste nel sostenere che il Natale sia una festa pagana copiata da varie festività tra cui quella del Sol Invictus.

Se da un lato questo secondo genere di pirlaggine è meno grave del primo in quanto meno presente nei luoghi della politica (dal Parlamento ai programmi di approfondimento giornalistico), dall’altro è più grave in quanto più stupido.

Sol Invictus 1

Perché sono discorsi stupidi

Sorvoliamo sul fatto che gran parte dei parallelismi che vengono fatti in questo periodo tra le varie festività legate al solstizio di inverno siano inesatti (tanto per dirne una, non è vero che la natività di Krishna viene festeggiata il 25 dicembre), il motivo per cui questi discorsi sono stupidi è un altro.
L’intelligenza è la capacità di stabilire collegamenti tra le informazioni in proprio possesso. Esempio: so che ieri in quel punto del mio giardino è caduto un semino (informazione 1), so che il giorno dopo nello stesso punto è cresciuta una piantina (informazione 2), collego le due informazioni e ipotizzo che i semini facciano crescere le piantine.

Ma quelli che raccontano che il Natale è la versione moderna dei saturnali romani o della natività di Attis esattamente dove vogliono andare a parare?
Quantomeno dietro i discorsi di chi straparla di radici cristiane c’è una sorta di ragionamento (in Italia ci sono tanti cristiani, il cristianesimo gioca un ruolo importante nella nostra Storia, quindi vogliamo i simboli cristiani nelle scuole pubbliche), anche se è un ragionamento sbagliato (in un luogo pubblico non possono essere imposti simboli di appartenenza ad un gruppo, per quanto questo sia vasto e per quanto sia stato importante nella storia). Quando, invece, uno viene a dirmi “Il Natale cristiano deriva da una festa pagana” mi viene spontaneo rispondergli: “E… quindi?”.
Generalmente non ottengo risposta. Proverò, tuttavia, a formulare delle ipotesi.

IPOTESI 1:
“il Natale cristiano deriva da una festa pagana,
quindi la Chiesa ci nasconde qualcosa”

Forse quelli che ogni anno ci rivelano che il Natale è la festa del Sol Invictus stanno cercando di dirci che tutto il cristianesimo è tutta una montatura?

In realtà il fatto che la data del 25 dicembre sia stata scelta in base a festività precedenti dedicate a divinità o personaggi mitologici che avevano qualche affinità con Gesù non è mai stato un segreto. Io l’ho imparato al catechismo e all’epoca questa informazione non mi venne data come qualcosa di sensazionale o scandaloso.
In effetti è un’informazione che potete trovare in qualsiasi libro di religione per le scuole elementari, come ad esempio questo.

Sol Invictus 2
“Gli antichi egizi erigevano grandi stele per rappresentare i raggi del sole che illuminano e riscaldano la terra. Gli atzechi ogni mattina facevano sacrifici umani per ridare il sangue al sole. I romani nel solstizio di inverno celebravano la festa della Nascita del Sole Invincibile. Gli abitanti del Nord Europa bruciavano tronchi di albero adorni di rami e di nastri per ottenere che il sole brillasse di nuovo…” dalla descrizione del libro su libreria universitaria

Teniamo presente poi che in senso strettamente religioso il Natale non è la festività più importante. È solo un giorno come un altro in cui festeggiare la nascita di Gesù. È molto più importante la Pasqua, che ne celebra la resurrezione. E che la Pasqua si celebri in una data simbolica penso che non ci sia neanche bisogno di dirlo, visto che cade ogni anno in un giorno diverso.

IPOTESI 2:
“il Natale cristiano deriva da una festa pagana,
quindi Gesù non è mai esistito”

Dovremmo forse pensare che il fatto che la nascita di Gesù venga festeggiata in corrispondenza del solstizio di inverno dimostra che Gesù sia un personaggio inventato? Premetto che non sono cristiano ma dal punto di vista dello storico questo ragionamento è tutt’altro che valido.
L’uso di una data convenzionale per festeggiare la nascita di un personaggio, semmai, dimostra che quel personaggio è esistito realmente. Solo dei personaggi immaginari sappiamo tutto. La vita di un personaggio reale deve essere ricostruita attraverso delle fonti che sono per forza di cose frammentarie.

Tanto per fare un esempio qualche giorno fa, il 17 dicembre, si è festeggiata la nascita di Beethoven. In realtà il 17 dicembre è una data convenzionale: quella indicata dall’atto di battesimo del compositore. C’è anche chi festeggia il 16 dicembre, immaginando che il giorno del battesimo sia stato quello immediatamente successivo al giorno della nascita.

Se invece stessimo parlando di un personaggio immaginario – tipo Harry Potter – basterebbe che l’autrice dei libri si svegliasse un mattino e scrivesse la prima scemenza che gli viene in mente riguardo al personaggio sul suo blog perché questa diventi “vera”.

Sol Invictus 3

IPOTESI 3:
“il Natale cristiano deriva da una festa pagana,
quindi i cristiani hanno cercato di appropriarsi
delle festività altrui”

Questo non è né vero né falso, in realtà. È vero che il cristianesimo, come molte altre religioni, si è appoggiato a tradizioni e miti preesistenti ma questo di per sé non significa nulla.
Le religioni non sono soggette a copyright. Sono (e soprattutto erano in passato) espressione di un sistema di credenze e valori condivisi da un gruppo di individui. È perfettamente normale che per spiegare una nuova religione si ricorra a delle analogie. In special modo quando queste analogie sono valide.
Infatti molti intellettuali medievali non hanno disdegnato di paragonare la mitologia greco-romana al cristianesimo (Petrarca si riferisce a Dio chiamandolo “vivo Giove”, ovverosia “dio vivente”) proprio perché immaginare la prima come una “anticipazione” del secondo non solo non sviliva il cristianesimo ma addirittura lo avvalorava; il fatto che tutte le religioni e le filosofie delle epoche precedenti coincidessero con quanto scritto nel Vangelo in questione era proprio la dimostrazione che il Vangelo era un testo valido.

Insomma, solo due o tre parole per dirvi di piantarla di tirare fuori questa storia del Sol Invictus tutti gli anni. Da sola è una storia che non significa assolutamente niente e allegata ad altre informazioni significa ancora meno.
Sul fatto che Bertone e altra gente come lui andrebbe messa in galera, invece, penso che siamo tutti d’accordo.

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