Cronistoria del trash romantico/generazionale degli ultimi anni: “Notte prima degli esami”

“Notte prima degli esami” è il titolo di una canzone che fracassa i coglioni di tutti ogni vigilia degli esami di Stato, in quanto chiunque abbia un account su un social network non può resistere alla tentazione di condividerla con tutti i suoi amici. Ed è pertanto uno dei tanti motivi per cui andrebbe abolito l’esame di Stato.

Non sto scherzando. L’esame di Stato andrebbe davvero abolito, o quantomeno modificato radicalmente. Non ha senso valutare la preparazione di uno studente facendogli fare l’ennesima verifica, solo più grossa e spaventosa delle altre. Di verifiche in cinque anni uno studente ne fa già tante, ha più senso farlo misurare con qualcosa di nuovo. Difatti a me una sola cosa sembra utile dell’esame di Stato: la tesina. È uno strumento per verificare se oltre ad aver immagazzinato tante informazioni si è anche imparato ad usarle per imbastire un discorso.
Sarebbe bello se l’esame di Stato vertesse principalmente su quelle. Ovviamente non sto parlando delle tesine all’acqua di rose che si scaricano il giorno prima da internet ma di tesine vere, fatte come si deve. Purtroppo a quanto mi dicono il mondo va nella direzione opposta: la tesina è sempre meno importante e la verificona finale sempre di più. Vabbè…

Esami di Stato 2012 Esami di Stato 2013 Gli intervistati nei servizi sugli Esami di Stato
“Notte prima degli esami” è anche il titolo di un film uscito nel 2007, che racconta la storia di un ragazzo alle prese coi suoi ultimi giorni da liceale. E, credetemi, è anche più stucchevole ed irritante di quanto possono far credere i presupposti.

Ok, cominciamo subito con il primo, evidente motivo per cui questo film è insopportabile: Nicolas Vaporidis. Questo attore è odioso come pochi. Guardare un suo film è come guardare uno spin-off di Jar Jar Binks. Ti viene voglia di dargli un pugno in faccia per ogni lettera della sceneggiatura.
Fondamentalmente la carriera di Vaporidis si basa sul proprio personaggio di ragazzo per bene, con la faccia pulita che – come viene detto in questo film – “non si è mai ubriacato”, “si è fatto una canna una sola volta” (perché se non hai mai provato sei uno sfigato ma se te ne sei fatte due sei un tossico) “ed è pure collassato”. Insomma, il sogno di ogni cougar. [NOTA: Sentii questo termine la prima volta parlando con un ragazzo turco, cui avevo confidato che una signora di cinquant’anni si era detta interessata a fare sesso con me ma io – per motivi miei – non me la sentivo. La sua risposta fu “Well if you don’t want to have a sex with a cougar then simply don’t.”. Io, che non sapevo ancora cosa significasse “cougar”, pensai che mi stesse dicendo, metaforicamente, “Se non vuoi fare sesso con qualcuno, tipo un grosso felino, non farlo.” e trovai adorabile e originale la metafora del grosso felino. Ci rimasi un po’ male quando seppi che si trattava di un termine slang.]
Per quanto questo personaggio sia stucchevole, potrebbe anche andare bene – dopotutto anche Catherine Spaak nei suoi primi film ha incarnato spesso il personaggio di fidanzatina ideale – se non fosse un personaggio così FINTO da fare invidia a Antonella Clerici, se solo il “trucco” non fosse così odiosamente evidente. Voglio dire… non solo ti propinano un personaggio improbabile come non se ne vedevano dai tempi di Gianni Morandi ma  te lo sbattono in faccia senza la minima delicatezza.
Tanto per rendere l’idea, in una scena di questo film Vaporidis dice di sé stesso “ero come Richie Cunningham”. Immaginatevi Frodo che dice “Io non sono il tipico eroe senza macchia e senza paura che combatte i cattivi all’arma bianca come gli altri di questa storia. Però ho una grande forza di volontà!”. Non vi verrebbe da pigliarlo a schiaffi? Questa è la sensazione che si sente per tutto il film.

Dal momento che Vaporidis è un pessimo attore, credo che il cast di contorno l’abbiano messo insieme raccattando dei barboni per strada per far sembrare bravo il protagonista. Il resto del cast, infatti, è persino peggio di lui. Tanto per farvi capire il livello, il migliore attore del film è er Cipolla (Enzo Salvi), che appare in un cammeo.
Sì, lo so che c’era anche Giorgio Faletti in quel film. Ma piaccia o non piaccia neanche lui offre chissà quale performance.

A questo proposito credo sia doveroso dare un giudizio obiettivo su di lui, cercando di ignorare il fatto che è recentemente scomparso: secondo me Giorgio Faletti ha fatto delle buone cose, è stato indubbiamente un buon professionista e così a naso mi è sempre sembrato una brava persona. Dirò tuttavia che credo sia stato un po’ sopravvalutato. Non credo che mi mancherà molto per il suo talento, quanto per il fatto di appartenere a una generazione di professionisti “gentiluomini” che ormai sta scomparendo.

Fine della excusatio non petita. Comunque, a proposito del personaggio di Faletti, avete presente quella puntata de “I Simpson” in cui Homer va all’università e fantastica sul proprio scontro con un severissimo rettore universitario, poi però si scopre che il rettore è un tizio simpaticissimo? Guardando questo film si ha la stessa sensazione. Faletti dovrebbe interpretare un professore stronzissimo, o almeno così ce l’avevano presentato nel trailer, ma quand’è che fa qualcosa di stronzo? È sempre gentile e alla mano!
E non parlo di quando (cosa prevedibilissima) si scopre che in realtà è un ex-sessantottino cannaiolo disilluso dalla vita, ma delle scene che dovrebbero rappresentarlo come uno stronzo. Quand’è che si comporta davvero come uno stronzo? Non si sa.

Venditti, tremendo Venditti

Come l’omonima canzone di Venditti – e, diciamola tutta, come un po’ tutta la sua discografia – questo film è un tentativo di fare “piagne” lo spettatore. Da qui l’ambientazione anni ’80 (1989, per essere precisi – perché il fatto che gli anni ’80 stiano finendo è rende tutto ancora più piagnoso), la colonna sonora con canzoncine nostalgiche e i personaggi che parlano come dei libri stampati.
Più che ai giovani il film sembra rivolto a degli adulti con la crisi di mezza età che si ricordano di quando erano giovani. O a giovani che cercano di nobilitare la normalità della propria vita costruendoci intorno qualcosa di poetico e cercando parallelismi con la vita dei loro genitori (quando si dice “grandi aspirazioni”).
In entrambi i casi, dei borghesi di merda che amano vedere delle rappresentazioni di sé stessi non come sono ma come vorrebbero essere.

Notte prima degli esamiDa qui anche il personaggio stronzo-ma-non-stronzo di Faletti. Uno studente il suo prof lo può vedere anche come una carogna ma questo è un film per mamma e papà, quindi bisogna rispettare il loro punto di vista secondo cui quello che a te sembra un professore stronzo in realtà è… un tizio che non è stronzo, fondamentalmente.

Il film è pieno di personaggi che ormai esistono solo nella mente di canuti sceneggiatori cresciuti guardando film di liceali e musicarelli, tipo gli amiconi simpatici e un po’ scemi e le loro fidanzate simpatiche ma un po’ meno sceme. Tutti ovviamente infarciti di un romanesco da bar sport. Questi muffi anacronismi ci regalano scenette decisamente improbabili, decisamente “da film”.
Ecco un esempio: una ragazza si avvicina a un ragazzo e lui le dice: “Ahò, guarda che sotto i 50cm scatta er bacio. È ’na legge fisica, propro.”. La ragazza continua ad avvicinarsi contando: “49, 48, 47…” e poi si baciano.
Ma dove cazzo si è mai vista una cosa del genere? So che è un film, e non un film fatto per essere realistico ma a tutto c’è un limite! E poi se vuoi essere irrealistico almeno cerca di esserlo fino in fondo, fammi vedere qualcosa di veramente particolare! Queste sono solo scenette leziose.
Per non parlare dell’umorismo, con battute del livello di “Hai un ritardo? Eh, vabbè, pur’io non so’ mai puntuale… che vor di’?”. Urgh… non voglio più parlare di questi personaggi. Mi procura una sofferenza troppo intensa.

Ah, un’altra cosa: come ne “Il tempo delle mele” e in “Melissa P.”, anche in questo film c’è il personaggio della nonna complice e simpaticona.
Ora… io non so chi abbia inventato questo personaggio… ma vi assicuro che quando lo becco glie ne do tante… ma tante…!
Per inciso, è bello che una storia analizzi il rapporto tra una ragazza e sua nonna (vedi Nonna Salice di “Pocahontas”), ma queste nonne trasgressive…! Dio, come sono irritanti!

ALLARME SPOILER (spero che non vediate questo film ma nel caso decideste di vederlo non voglio rovinarvelo)

Il film si riprende un po’ nel finale, evitando all’ultimo minuto l’happy ending, ma questo non basta per poter definire originale una minestra riscaldatissima.

FINE ALLARME SPOILER (no, seriamente, le due ore che utilizzereste per vedere questo film potreste utilizzarle per vedere un film migliore, pensateci!)

Perché faccio notare che i musicarelli di Gianni Morandi a cui accennavo all’inizio o i film in cui Catherine Spaak fa la fidanzatina ideale li abbiamo già visti. Se Moccia, in mezzo a un oceano di difetti, aveva qualcosa che somigliava a un pregio, era il fatto di presentare qualcosa che non fosse il solito cinema per famiglie che sembra essere l’unica cosa capace di batter cassa in Italia. Certo… in realtà non era vero niente… tutte le trasgressioni che venivano presentate erano false come banconote da tre euro, e dopo un paio di film pseudotrasgressivi anche lui si dedicò al più redditizio filone dei film per famiglie (vedi l’articolo a lui dedicato per approfondire), ma una minuscola scossa nell’encefalogramma piatto di un pubblico sempre più passivo c’era stata, sia pure in negativo.

Insomma… vi rendete conto che sto difendendo Moccia? Questo dovrebbe darvi un’idea di quanto è brutto questo film, porco il cazzo! NON GUARDATELO!

In definitiva, “Notte prima degli esami” è “Grease” con Vaporidis al posto di Travolta. Una roba stucchevole e leziosa, vista e rivista, povera di idee, che era già brutta la prima volta che ce l’avevano propinata e che continuano a propinarci nonostante tutto perché tanto la gente non capisce un cazzo e continua ad andare a vederla. Con Vaporidis al posto di uno degli attori più fichi di sempre.

Cult a confronto

Il sequel

Del film venne fatto un sequel dal titolo “Notte prima degli esami oggi”. Che posso dire di questo film?
“Notte prima degli esami” era un brutto film ma quantomeno aveva una sua logica. Il sequel è una schifezza senza senso a metà tra una tamarrata adolescenziale e un cinepanettone, una roba fatta solo per bissare gli incassi del primo (se state per chiederlo, no, questa non è una caratteristica intrinseca a tutti i sequel: un sequel può anche essere fatto bene). Non voglio neanche sporcarmici le mani.

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