Cronistoria del trash romantico-generazionale: “Harry Potter” da Cuaròn in poi

Può un film essere così brutto da contaminare con la sua bruttezza l’opera letteraria da cui è tratto? Sì, se quel film è “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” di Alfonso Cuaròn!

Ma andiamo con ordine.
In realtà questa recensione non vuole parlare soltanto di questo film ma in generale della trasposizione cinematografica di “Harry Potter”, che è una delle peggiori mai realizzate.

“Ma a me è piaciuta un botto!”

(possibile obiezione a quanto ho appena detto)

Perché sei un testa di cazzo.

“Non è vero! Io sono una persona seria! Non sono mica la solita velina/il solito tamarro che ascolta musica commerciale e guarda i cinepanettoni! A casa ho una libreria piena di libri e li ho letti tutti!”

(obiezione alla risposta all’obiezione di cui sopra)

Perché sei un testa di cazzo che critica le veline, i tamarri, i cinepanettoni e la musica commerciale solo perché lo fanno tutti ma non è in grado di riconoscere una cosa altrettanto brutta quando se la trova davanti. E i libri bisogna capirli, non basta leggerli.

Ho già scritto in passato un articolo in cui spiegavo perché “Harry Potter” è un film di merda. Qui vorrei parlare solo dell’aspetto generazionale della saga.

Credo che i film di “Harry Potter” siano una tappa che viene spesso dimenticata quando si parla di trash generazionale, in quanto si è sempre preferito valutarlo come una storia fantasy. In realtà “Harry Potter” di fantasy ha ben poco. E non sto dicendo che il contemporary fantasy non sia fantasy vero e proprio (tutt’altro!), solo che la Rowling come scrittrice di fantasy non è un granché.

Razzismo in HPLa prima regola per buon autore di fantasy è saper costruire un mondo coerente.
Perché il bello del fantasy è proprio questo: ritrovarsi in un mondo diverso dal proprio ma nonostante questo credibile. Se qualcuno si limita a raccontarti che esistono le streghe questo potrà essere divertente fino a un certo punto ma è tutta un’altra cosa riuscire a fare finta che esistano davvero, immaginare una spiegazione sul perché non le vediamo, cosa implica la loro esistenza e via discorrendo.
Il mondo di Harry Potter è tenuto insieme con lo sputo: l’autrice non è in grado di gestire nessuna delle sue trovate – tanto da aver avuto bisogno di tornare più volte, dopo la fine della saga, su diversi punti, inventando spiegazioni riguardanti diversi buchi della trama. E a parte questo costruire un mondo coerente neanche le interessa: si parla rarissimamente delle implicazioni che un certo elemento sovrannaturale porta, preferendo rivolgere l’attenzione ai rapporti tra i personaggi, le ambientazioni e via discorrendo.

Barty Crouch jr.
Attenzione SPOILER

Questo non è un giudizio di valore. Anche “Il Signore degli Anelli” secondo me vale molto di più come romanzo epico che come fantasy, ed è comunque un capolavoro. Semplicemente “Harry Potter” è più un romanzo di formazione che un fantasy.

Tornando ai film, ho deciso di far cominciare il declino di “Harry Potter” con “Il prigioniero di Azkaban” perché i primi due film non sono così male. Non sono dei capolavori, sono perlopiù dei film per bambini con tante magie e l’happy ending garantito, però sono film onesti.
Il problema di quei film, per i fan, era il loro essere troppo infantili. Essi chiedevano a gran voce atmosfere più adulte, più cupe.
La cura fu di gran lunga peggiore del male.

Per il terzo film della serie ci si affidò al messicano Alfonso Cuaròn, che scelse per la pellicola atmosfere visionarie, scelte registiche audaci e immagini altamente provocatorie: alberi che agguantavano i protagonisti per il collo della maglietta, fotografia cupa, abiti da giovanotti di borgata
C’era solo un problema: tutta ‘sta roba non c’entrava un emerito cazzo di niente con lo spirito della storia.
Come molti altri provocatori moderni e audaci Cuaròn ha fatto tabula rasa del materiale preesistente e lo ha sostituito con il proprio. Che può anche essere bello, eh, però a questo punto tanto valeva fare un film dal titolo “Visioni di un messicano esaltato” e lasciare in pace “Harry Potter”.

HP cambio rottaTuttavia, se i pareri su questa pellicola sono discordi (c’è anche chi la ama alla follia), i film che seguirono furono spazzatura pura. Tanto è vero che le critiche che contano sono state tutte negative. E per “critiche che contano” intendo quelle motivate, supportate da una valutazione tecnica. Critiche come “è bello”, “è emozionante”, “si torna bambini” o “sta zitto, io non vengo a criticare le cose che piacciono a te” sono solo inutili sprechi di spazio e non le considero nemmeno. Purtroppo queste ultime sono la maggioranza e questo fa pensare che questi film siano capolavori.

Si tratta di film in cui l’elemento teen romance è predominante. Ed è un teen romance alquanto scadente, simile a quello dei classici romanzi generazionali.
Uno dei peggiori difetti dei romanzi generazionali è che di solito i protagonisti si amano “perché sì”. Il loro amore è un pretesto per far esistere la storia ma non c’è passione, non c’è innamoramento, non c’è un motivo per cui dovrebbero amarsi. È esattamente quello che avviene in “Harry Potter”, dove le coppie si formano o seguendo i più banali cliché (migliore amica e migliore amico, protagonista e sorella del migliore amico, strafiga e strafigo) oppure completamente a caso.
Considerando che parliamo di un romanzo di avventura, questo è un difetto molto più perdonabile rispetto a un romanzo rosa, dove la parte romantica dovrebbe essere più approfondita. Il problema è che con il successo dei film ci si cominciò a rivolgere sempre di più ad un pubblico di adolescenti affamatissimo di teen romance.

Vignetta che risale a subito dopo la pubblicazione dell'ultimo romanzo della saga.
Vignetta che risale a subito dopo la pubblicazione dell’ultimo romanzo della saga.

Quando arrivò il successo cinematografico di “Harry Potter” la saga letteraria era ancora in costruzione, e temo che questa nuova tendenza sia stata adottata anche nell’opera letteraria dall’autrice. Per questo dico che i film di “Harry Potter” sono così brutti da aver rovinato i libri. Ma magari mi sbaglio io e la Rowling aveva già in mente da tempo di trasformare il suo romanzo in una ciofeca per grupie represse.
In ogni caso gli ultimi libri sono orribili. Teen romance fatto male ovunque, la parte avventurosa è ormai conciata male da far pietà e ho anche l’impressione (non dico “la certezza” solo per lasciare un margine di dubbio) che i libri siano stati scritti di fretta per tenere il passo con a la saga cinematografica.
Si potrebbe forse accusare J. K. Rowling di prostituzione intellettuale ma sarebbe ingiusto.
Ci sono cose che una prostituta non fa. [cit. Daniele Luttazzi]

Le lacrime di J. K. RowlingTutte ragioni per cui considero l’“Harry Potter” cinematografico l’apripista di “Twilight”. Se ci pensate, infatti, “Twilitght” altro non è che un “Harry Potter” a cui è stata sottratta la trama lasciando solo quello che ai lettori interessa davvero, ovvero un Harmony con protagonisti più giovani e qualche elemento fantasy posticcio, tanto per dare l’illusione dell’originalità.

Quello che più di tutto odio dell'”Harry Potter” più recente, però, sono i suoi fan. E non solo perché sono molto ma molto cretini, ma anche perché si credono meno cretini dei fan di Moccia, della De Filippi o dei cinepanettoni. Ragion per cui sono ancora più cretini.
Siamo stati cresciuti sentendo parlare di reality e TV spazzatura come roba brutta per antonomasia
. Abbiamo imparato a disprezzare certe cose ma non a capire perché dovevamo disprezzarle.
Nel mondo dello spettacolo “Dai, è pur sempre meglio di un cinepanettone.” è diventato l’equivamente della frase “Dai, almeno non sono Berlusconi.” detta da un politico.
Certo! Come se le cose orribili lo fossero di per sé stesse, e non perché hanno certe caratteristiche.
I film di Moccia sono pessimi perché raccontano storie inconcludenti di ragazzini deficienti. Se un film che racconta la storia inconcludente di un gruppo di ragazzini deficienti non è migliore di un film di Moccia solo perché sopra c’è scritto “Harry Potter”!

Silente gay

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