Bufale e affini. Ecco la prova che il governo non ci sta nascondendo niente

Qualche tempo fa, vagando su internet, mi sono imbattuto in una notizia di cronaca bianca riguardante l’istallazione, in una metropolitana in Svezia, di una scala-pianoforte che suona quando la gente ci cammina sopra.
Sotto il video dell’istallazione la gente commentava ammirata ma, al contempo, era triste perché “qui in Italia queste cose non si fanno”, “da noi queste idee non vengono a nessuno”, “purtroppo in Italia siamo arretrati e non facciamo mai queste cose”.
Questo imperversare di commenti, già di per sé molto inutile perché dopo che un tizio ha detto una cosa tutti quelli che sono d’accordo possono limitarsi a mettere un “Mi piace”, non serve ripetere la stessa roba con le stesse parole, venne interrotto bruscamente da un tizio. “Ragazzi” spiegò il tizio “guardate che questa cosa l’hanno fatta un paio di anni fa a Milano. Insomma… queste cose in Italia si fanno eccome!”.

Scala pianoforteCommento successivo: “Ma perché in Italia queste cose non si fanno mai?”.
Insomma, i commentatori sono andati avanti a lamentarsi del fatto che in Italia nessuno ha mai installato una scala-pianoforte in metropolitana. Come se quel tizio non avesse detto nulla.
Dopo una seconda ondata di commenti di gente che si lamentava perché in Italia nessuno fa queste belle cose, qualcun altro provò a spiegare che in Italia qualcosa del genere era già stato fatto anni prima. Anche quella, però, rimase una voce nel deserto e la cosa andò avanti per giorni. Ondata di tizi che si lamentano perché in Italia nessuno installa scale-pianoforti, tizio che spiega che ne hanno installata una un paio d’anni prima, ondata di tizio che si lamentano perché in Italia nessuno installa scale-pianoforti, tizio che spiega che ne hanno installata una un paio d’anni prima… eccetera.

Una cosa simile mi è capitata di recente quando, tra le varie cianfrusaglie internettiane, ho trovato la foto di un leone nero.
Si tratta di una vecchia bufala creata con l’aiuto di Photoshop, come dimostra la foto qui sotto. Per inciso, possono effettivamente esistere leoni neri per via di un eccesso di melanina ma purtroppo non avrebbero questo fichissimo aspetto. Nondimeno devo ammettere che vedendo questa foto mi è venuta voglia di prendere un leone e colorarlo di nero.

Leone neroCommenti sotto la foto: “Bello!”, “Bellissimo!”, “Che bello!”, “Bello ma… sarà vero?”, “Sarà vero o no?”, “Mah… io dico che è una bufala…”, “Secondo me è un fake.”, “Bello ma secondo me è finto.”.
Al che qualcuno è intervenuto spiegando che effettivamente si trattava di un fake e postando foto e articoli di debunking per dimostrarlo.
Niente. I commentatori andarono avanti a scrivere cose come “Ma è vero?”, “Ma sarà vero?”, “Che bello!”, “Che bello ma è un fake?”.
Inutile che vi dica come è andata avanti la cosa. 70.000 commenti tutti uguali. Intervallati dall’intervento di qualche ingenuo idealista che spiegava per l’ennesima volta che sì, quello era effettivamente un fake.

Ora… ci sono persone convinte che il governo ci nasconda delle cose. Cose che riguardano l’11 settembre, la Monsanto, le cure per il cancro…
Ma io mi chiedo: perché mai i governi dovrebbero sprecare tempo e risorse per nascondere la verità alla gente, quando la gente la verità non riesce a vederla manco quando la insegui urlandogliela a squarciagola?
Se davvero ci fossero le prove di un complotto americano dietro l’11 settembre, il governo degli Stati Uniti potrebbe tranquillamente postarle su un sito internet qualsiasi, corredandole, per andare sul sicuro, con spiegazioni a prova di analfabeta.
Tanto la gente ci passerebbe sopra come se niente fosse, continuando a postare commenti del tipo “Ma ci sarà un complotto?”, “Cosa sarà successo veramente?”, “Secondo me è andata così!”,” Secondo me è andata cosà!”.

Curiosità

Bufale e affini. Ecco la prova che il governo non ci sta nascondendo niente

Superior stabat stronzus

Un lupo e un agnello si stavano abbeverando allo stesso ruscello.
Il lupo aveva da poco pubblicato un saggio dal titolo “La legge del più forte. Perché i lupi fanno bene a sbranare gli agnelli” e l’agnello, in risposta, aveva pubblicato sul suo blog un post in cui diceva che secondo lui erano tutte cazzate.
“Come ti sei permesso?” ringhiò il lupo con la bava alla bocca “È facile sparare giudizi così! Argomentare bisogna! Motivare le critiche!”.
“Ma l’ho fatto!” belò l’agnello terrorizzato “Qualche giorno fa il mio blog è stato assalito da un’orda di tuoi fan che commentavano il mio post dicendo, appunto, che dovevo argomentare le mie critiche! Così stamane ho pubblicato un articolo in cui spiego perché non sono d’accordo col tuo saggio!”
“Fammi il piacere!” disse il lupo sprezzante “Tu non lo hai neanche letto il mio saggio! Hai letto solo il titolo!”
“Non è vero!” protestò l’agnello “Ho analizzato il testo punto per punto facendo ampio uso di citazioni e riferimenti! È stato un lavoraccio! Ci ho messo due giorni solo per chiosare l’introduzione!”
“Ah…” il lupo fece una pausa “E allora” abbaiò dopo un paio di secondi mostrando i denti aguzzi “cosa mi dici degli insulti personali? Mi hai rivolto un sacco di offese gratuite! Come ti salta in mente di rispondere a un saggio in cui dico che sei un essere inferiore insultandomi? Ti sembra bello? Eh?”
“Ma compare lupo…” belò l’agnello osservando i denti del vicino con crescente preoccupazione “Come pensi che possa averti insultato visto che neanche ti conosco? Ho usato, è vero, dei termini forti, ma solo riguardo a ciò che hai scritto! E dal momento che l’ho citato chiunque può valutare se le mie risposte sono sproporzionate o me…”
“Allora” lo interruppe il lupo furibondo “il tuo blog contiene immagini violente e pornografiche, per Ercole!”.
E questo detto ingoiò l’agnello in un sol boccone.

Superior stabat stronzus