Maratona cinematografica di Batman – “Batman” (1989) e “Batman – il ritorno”

Batman poster

Che ci crediate o no, ho visto questi due film (usciti rispettivamente prima che io nascessi e quando avevo due anni) dopo aver visto quelli di Cristopher Nolan (usciti quando ero adolescente). E quelli di Tim Burton mi sono piaciuti di più! Beccatevi questo, fan del regista inglese, che liquidate ogni critica dicendo “ti è piaciuto di più l’altro perché lo hai visto prima e ti ci sei affezionato!”.

Abitudini

Per intenderci, i “Batman” di Nolan non mi sono dispiaciuti, ma quando ho visto quelli di Tim Burton ho pensato “WOW!” Questa roba è insuperabile!”.
“Batman” ha il merito di aver compreso a pieno il personaggio.
Gli autori hanno bilanciato alla perfezione i due aspetti che convivono nel personaggio: quello tragico e quello ironico.

Altri autori hanno esagerato in un senso o nell’altro. Chi ha prodotto lo show con Adam West e Joel Schumacher hanno esagerato con le buffonate mentre Cristopher Nolan si è concentrato solo sull’aspetto tragico. È il caso di dire “in media stat virtus” (per quanto questa espressione sia sopravvalutata).
Inutile dire che tutto di questo film è realizzato ad opera d’arte. Le scenografie (le scenografie di Anton furts e Peter Young è diventata una delle più amate della storia del cinema, tanto da essere valsa un oscar alla coppia), i costumi, il trucco… per non parlare della strabiliante colonna sonora di Danny Elfman. Porco cazzo! Anche le locandine sono tra le più belle mai realizzate!

Batman returns poster
Come avrete notato, sto recensendo insieme questi due film. Questo perché non ho abbastanza idee per creare due vignette li considero parte di un unico meraviglioso dittico. Il regista, però, ha dichiarato di preferire il secondo e in un certo senso non posso dargli torto.
“Batman returns” ha tutta l’aria di un film per il quale l’autore ha avuto carta bianca, cosa che non si può dire di “Batman”. Abbiamo toni molto più seri e un poker di personaggi davvero strepitoso (Batman, Catwoman, il Pinguino e Max Shreck), laddove il primo film si concentrata più che altro su due personaggi (Batman e il Joker).

Molti definiscono Tim Burton un regista onirico. E in effetti il suo stile si adatta molto bene al personaggio, perché “Batman” se ci pensate, è tutto un sogno o, più probabilmente, un incubo.
È una continua lotta psicologica, dove i nemici sono i demoni interiori del protagonista e il luogo dove si svolgono le sue vicissitudini, Gotham City, è il suo inconscio. Considerato che stiamo parlando di un personaggio segnato da un profondo trauma infantile tutto ciò è decisamente affascinante. C’è di che farsi seghe mentali sul bigami di psicologia per anni!
Quel che conta, però, è che tutti questi aspetti sono stati colti benissimo nei in questi due film che, come detto, non si sono limitati né a un “Woah! Guarda quanto è figa la batmobile!” né a un altrettanto banale “Woah! Guarda quanto è tetro Batman!” ma hanno creato un atmosfera da sogno/incubo.
E un incubo è un luogo spaventoso ma anche un luogo di rivelazione, di scoperta di sé, un luogo così intimo e personale da essere in qualche modo accogliente. Sia “Batman” che “Batman – il ritorno” sono riusciti a rendere tutto questo.

Chi non conoscesse il meme originale dovrebbe fare un salto qui.
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Maratona cinematografica di Batman – “Batman” (1989) e “Batman – il ritorno”

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