Sì, ma la “Square-Enix” che c’entra?

I più attenti di voi avranno notato che nel mio ultimo articolo, a dispetto del titolo, non c’è nessunissimo accenno alla “Square-Enix”, celebre ditta campione d’incassi nell’industria videoludica.
Bèh, ci sto arrivando. Essendo appena ricominciata la stagione lirica bergamasca, prossimamente pubblicherò una serie di recensioni (una per ogni spettacolo) e vorrei scrivere, a guisa di premessa, un articolo su cosa significa scrivere recensioni.

Quando nasce il mestiere del critico? Nel film “La pazza storia del mondo”, Mel Brooks prova a rispondere a questa domanda.

In effetti il concetto di “recensione” nacque probabilmente quando l’arte iniziò a diventare un prodotto da consumare. E “consumare” vuol dire “pagare dei soldi”. Continua a leggere “Sì, ma la “Square-Enix” che c’entra?”

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Sì, ma la “Square-Enix” che c’entra?

È ricominciata la stagione lirica al Donizetti, e la “Square-Enix” non ne imbrocca una da dieci anni

ll primo settembre è ricominciata la stagione lirica al “Donizetti” di Bergamo. 

Prima di recensire, vorrei innanzitutto ringraziare il teatro a titolo personale. Il giorno della prima, infatti, sono incappato in un indecoroso svenimento a seguito del quale mi sono perso la rappresentazione. Saputolo, in biglietteria, mi hanno subito procurato un biglietto per la rappresentazione successiva. Dice “Che c’entra con la qualità dello spettacolo?”. C’entra, c’entra. Non si valuta solo lo spettacolo ma anche la qualità del teatro, e per me un teatro che tratta così i suoi abbonati merita il suo encomio. Altrove sarei stato lasciato svenuto in bagno.

Tornando a noi, questa stagione lirica è iniziata un po’ in anticipo, rispetto alle stagioni precedenti, probabilmente per non trovarsi in ritardo con le varie celebrazioni previste quest’anno (i bicentenari di Verdi e Wagner ma anche il centocinquantenario della nascita di Simone Mayr, di cui è stata infatti rappresentata a giugno la Ginevra di Scozia).

È stato quindi il Trovatore di Giuseppe Verdi aprire le danze. L’opera è stata rappresentata in forma semiscenica con la regia di Luigi Barilone. Movimenti scenici ridotti al minimo e la scenografia ridotta a una serie di fondali (cinque in tutto). Questi fondali erano gigantografie (perlopiù in bianco e nero, più raramente a colori) che rappresentavano scene metropolitane. L’ambiente del primo atto era uno scorcio notturno di città con finestre illuminate, il campo degli zingari una tendopoli sotto un ponte, il convento una chiesa buia eccetera.
Un’idea (permessa dallo stile della rappresentazione) che mi è piaciuta, in quanto riesce ad attualizzare la vicenda senza scadere nel banale (i nazisti baritoni, per capirci) o nel ridicolo (i soprani sadomasochisti, per capirci), anche se ogni tanto si aveva l’impressione di trovarsi a una mostra fotografica.

Applauditissimo il direttore d’orchestra Sebastiano Rolli, che ha sostituito all’ultimo minuto il maestro Andreas Ryter. La sua direzione porta l’orchestra a partecipare attivamente allo spettacolo, seguendone lo svolgimento e non limitandosi al semplice ruolo di sottofondo.

All’altezza della situazione i cantanti. Gida Fiume (Leonora, interpretata invece da Roberta Pozzer nella pomeridiana di domenica) padronissima del mezzo, dal punto di vista attoriale mi ha un po’ disturbato per via del modo in cui accompagnava il canto con gesti delle mani e delle braccia, vizio tipico degli studenti più giovani in netto contrasto col suo essere professionista. Angelo Villari (Manrico) molto convincente per quando non mi sia sembrato al 100%. Dico “sembrato” in quanto non ho idea di quali siano le condizioni attuali della sua voce, sto semplicemente paragonandolo la sua ultima perfomance alle registrazioni che ho sentito in giro. Non sono del tutto convinto della scelta di Cristina Melis per il ruolo di Azucena. Gran bella voce e un cipiglio adatto al ruolo, ma ho trovato il suo timbro troppo chiaro per l’Azucena che ho in mente.

In definitiva, uno spettacolo che ha l’aria di aver avuto una gestazione breve, un parto prematuro, ma di quelli senza complicazioni né per il bambino né per la madre.

Prossimo impegno il 20 e il 22 settembre con la Maria di Rudenz di Donizetti.

È ricominciata la stagione lirica al Donizetti, e la “Square-Enix” non ne imbrocca una da dieci anni