Non è cronaca! È neuronicidio!

Oggi, 8 marzo 2013, è il giorno ideale per parlare di uno dei più grandi problemi che affliggono il nostro paese.

È soprattutto il silenzio a fare paura. Il silenzio complice di chi assiste alla violenza senza dire nulla.

Oggi, in occasione della Festa della Donna, in tutto il paese verranno dette idiozie. Le leggeremo sui giornali, ci verranno comunicate dalla televisione… Ogni anno milioni di neuroni si suicidano al suono di queste idiozie. È ora di dire “basta”! Non è cronaca! È neuronicidio!

Quei neuroni, difatti, vengono uccisi perché neuroni! Una mattanza che è cominciata già da qualche ora, e che si protrarrà fino alla mezzanotte e oltre.
Le
idiozie uccidono i neuroni perché li considerano di loro proprietà, perché non capiscono che possano vivere senza di loro, perché non vogliono che siano di qualcun altro!

A volte comincia con poco, in modo quasi innocente. Un uomo, ingenuamente, fa gli auguri per la Festa della Donna a una signora e un idiota lì vicino afferma “Eh… ma la condizione della donna è ancora molto difficile.”.
Può sembrare un niente, ma un’idiozia del genere basta da sola a uccidere otto milioni di cellule celebrali. E spesso è seguita da altre idiozie suscitate dalla prima.
A volte a pronunciare l’idiozia è un parente, un conoscente, un vicino, il partner, il compagno, il compagno Don Camillo. Nella maggior parte dei casi l’idiozia non viene denunciata, e spesso neppure confidata, io però so che esiste perché mi sono visto “Zeitgest”, zio, e lì ci dicono tutte le cose che loro non vogliono che sappiamo.

Vorrei inoltre lanciare un appello a quei cittadini che scelgono di aderire ai cosiddetti “8 marzo drinking game”. Ogni volta che sentono un’idiozia sulle donne, vedono un’immagine sfocata al TG con una voce fuori campo che parla con tono serioso, sentono uno pseudointellettuale del cazzo tentare di ironizzare sulla Festa della Donna (invece di dire chiaro e tondo “È una merda di festa sessista.”) nel tentativo di sembrare brillante, e risultando invece patetico, mandano giù un bicchiere di vino.
Ogni anno per questi giochetti vanno in coma etilico 12 milioni di cittadini. Qualcuno viene ricoverato già alle quattro del mattino. E a quelli con una particolare resistenza all’alcool va anche peggio. L’anno scorso c’era in giro uno nudo su una zebra. E non sappiamo neanche dove l’ha presa! Ubriacarsi non è la soluzione.

Siamo un paese dove la condizione dei neuroni è ancora molto difficile. Sia nella sfera pubblica che in quella privata. Vengono visti solo come un corpo, invece sono anche dendriti e assone. È una violenza frutto di relazioni di potere storicamente diseguali, nevvero.
Le soluzioni richiedono tempo e fatica, tanta esperienza e sensibilità. Ma nei centri appositi si moltiplicano gli sforzi e si va avanti. Poveri telespettatori di programmi pomeridiani e lettori di articoli femministi vengono accolti in condizioni pietose, che manco uno che si fa le pere da quando aveva dodic’anni, e piano piano vengono loro sottoposte frasi sensate, ragionamenti coerenti, discorsi logici. Si comincia da un semplice “A non può essere uguale a non-A” fino ad arrivare (nei casi più fortunati) ad affermazioni quali “Come fai a dire che fatichiamo a parlare di questione femminile in un paese in cui ogni giorno ci sono almeno dieci giornali, riviste, programmi TV, siti web che propinano polpettoni femministi, coglione?!?”.
Insieme possiamo fare tanto per queste persone.

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