Berlusconi e pupe

Ovvero: la risposta alla domanda “Ma perché ce l’avete tanto con Berlusconi, accidenti?”

Lo ammetto. Come tanti, anch’io sono depresso per il fatto che qualcuno abbia votato Berlusconi. Il motivo è semplice: mi ritengo un uomo con delle aspirazioni, che desidera affrontare discorsi seri. E come faccio, in un paese dove c’è ancora gente che vota Berlusconi?
Ma potrei anche dire “in un paese dove Berlusconi si presenta alle elezioni”. Avevo sperato che questa fosse la prima elezione della mia vita (ho compiuto 18 anni nel 2008) in cui avrei potuto votare chi mi pareva, senza preoccuparmi del pericolo di una vittoria di Berlusconi, ma sono stato deluso. Elezioni a cui si presenta anche il PDL non sono elezioni serie. Votare per elezioni del genere è come fare una dichiarazione d’amore con una scimmia in testa. Non si può. O badi a quello che stai facendo o badi al fatto che hai una scimmia in testa.
Amore, teatro, razionalismo, laicità, anarchia, superamento del femminismo, dell’animalismo e di altre patacche simili… io voglio parlare di tutti questi alti concetti, ma come faccio a farlo in un paese dove c’è gente che vota Berlusconi?

È questo quello che rende quest’uomo così deprimente. Questa è la natura della sua politica.
Qualche tempo fa stavo discutendo con un tizio col quale ero in disaccordo. A un certo punto costui mi propone di vederci qualche ora dopo da soli.
E io: “E perché?”.
Lui: “Dai, vediamoci da soli.”.
“No!” rispondo io “Che cazzo cambia? Mica se siamo soli hai ragione, mentre se siamo con altri hai torto!”
Lui: “Paura di prenderle, eh, gay?”.
Io: “Prego?”.
Lui mi conferma: “Paura di prenderle, eh, gay?”.
Ecco, penso che queste cinque parole descrivano perfettamente la politica di Berlusconi. “Paura di prenderle, eh, gay?”. Non c’è spazio per le argomentazioni, i concetti, le idee… è una politica schietta… del fare. Gli altri parlano… Berlusconi fa! Peccato che il tutto venga ridotto a una gara a chi ce l’ha più grosso, dove se qualcuno prova a sostenere le sue posizioni rifiutando questo sistema e cercandone un altro è automaticamente squalificato dalla competizione, poiché evidentemente ce l’ha piccolo.

Molte persone che valutano il successo di un uomo da quanta figa ha (e badate che ho detto “figa”, non “donne”) neanche gli scandali sessuali buttano giù i politici, perché c’è chi li vede come un indice di successo. Una visione del mondo da “Fast and furious”… in cui non è neppure così rilevante come te la sei procurata la figa in questione, se vincendola al gioco o pagandola.
In un mondo di “Fast and furious” Berlusconi è riuscito a diventare il capobranco. E un capobranco non si combatte a parole. Il capobranco le parole neanche le concepisce. Se ci fate caso, Berlusconi non è neppure particolarmente cattivo coi suoi oppositori, semplicemente non capisce cosa stiano facendo. Egli chiama le critiche “illazioni” o “delegittimazioni” perché non capisce a cosa serva la gente che fa opposizione. Non lo capisce come non lo capirebbe… una foca, per dire. Non puoi mica andare da una foca e dirgli che deve essere più romantica con le femmine del suo branco. “Perché?” ti risponderà “Sono roba mia! Ho dimostrato di essere quello in grado di inseminarle.”.
Per inciso, non so come organizzino la loro vita le foche, sto andando un po’ per analogia con gli altri animali che conosco.

Non tutti gli elettori berlusconiani, però, sono dei cafoni che passano la loro vita tra un aperitivo e l’altro e hanno giurato fedeltà al capobranco. Qualcuno è berlusconiano anche perché, a furia di sentirlo insultare, l’ha preso in simpatia.
I rischi di vivere in un paese di gente de còre. A questi gentiluomini io dico chiaramente che il fatto che molti oppositori di Berlusconi non valgano niente non significa che Berlusconi valga qualcosa. Confido che un concetto così elementare sia in grado di capirlo, perché l’anti-antiberlusconiano non è stupido come dicono.
Perché è vero che molti oppositori di Berlusconi non valgono niente. In Italia c’è gente che sa che non gli piace Berlusconi, ma non sa altro. Probabilmente non sa neanche perché. Tolto Berlusconi, molti antiberlusconiani sono teste di cazzo. Non dicono niente e quando dicono qualcosa è roba di ottant’anni fa.

Gli italiani di sinistra sono come quelli che, nostalgici del cinema italiano di cinquant’anni fa, affermano: “Oggi ci sono solo cinepanettoni, Grandi Fratelli…”. Ma cosa dite? I cinepanettoni faranno soldi, ma lo dicono tutti che sono delle stronzate. Criticate “Scrubs”, se volete davvero combattere il degrado. Criticate tutte quelle serie TV stupide ma che tante persone considerano brillanti. Criticate i lagnosi predicozzi di “Into the wild”, se davvero rimpiangete il grande cinema. Il problema non è il cinepanettone, è che tu non capisci un cazzo di cinema e saresti capacissimo di guardarti un cinepanettone, se te lo chiamassi in un altro modo. E sono sicurissimo che allo stesso modo potrei farti leggere il programma elettorale di Berlusconi senza dirti che è di Berlusconi e riuscire a fartelo votare. Perché tu non capisci un cazzo di politica.

Tutti contro il capobranco, tutti contro il degrado, tutti che “fatti non foste a viver come bruti”, ma quando critichi le discoteche sei un cattivone che non vuole che dei ragazzini si divertano. Ma, allora, poi non vi lamentate! O il Pulcino Pio e Berlusconi, oppure nessuno dei due.

Il danno che Berlusconi ha fatto alla cultura italiana va oltre quello che si pensa.
Prendete la televisione. Solo in un paese in cui una delle figure più potenti della TV è Barbara D’Urso (e lo è grazie a Berlusconi) può passare l’idea che Serena Dandini sia una presentatrice preparata, Neri Marcoré il più grande show-man del mondo e Fazio e la Littizzetto due persone con qualcosa di interessante da dire.

Molti dicono di votare Berlusconi perché il PD sta loro sulle palle. Anche a me sta sulle palle il PD. Vorrei che questa fosse l’ultima volta che sono costretto a votarlo. Non l’avrei votato, se il PDL non si fosse presentato alle elezioni. Ma il PD, senza Berlusconi, non esisterebbe, proprio perché solo il peggiore dei governi può far passare questa roba per opposizione. Se vi sta sulle palle il PD, cominciate a smettere di votare Berlusconi e vedrete che non ne sentirete più parlare.

Fatevi un esame di coscienza. Potreste scoprire di somigliare a Berlusconi molto più di quanto crediate.
Quante volte avete detto “Non insultarmi!” a chi semplicemente vi stava dicendo che secondo lui dicevate stronzate?
Quante volte, per chiudere una discussione, avete tirato fuori il vecchio “Tu hai le tue idee, io le mie.”?
Quante volte avete rifiutato il confronto con chi aveva idee diverse, addirittura vivendolo come una violenza nei vostri riguardi?
Non vi è passato per la testa che forse qualcuno, vedendo che le cose stanno così, possa aver trovato attraente un personaggio con la stessa indole da italiano medio, ma molto più potente di voi?

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