Seconda settimana di vignette antifemministe: l’educazione (sentimentale e non) della fanciulla

MESSALINA: Un comandamento per ogni cosa…! “Non desiderare”, “non amare”, “non vivere”!
DEMETRIO: Nessun comandamento vieta a una donna di parlare come una sciocca…

(dal film “I gladiatori” di Henry Koster, un titolo un po’ natalizio, ma, secondo un gusto dell’epoca, un film abbastanza carino)

FRATE: Vi sembrerà un’eresia, ma io mi sento libero solo quando obbedisco!
LEONIDA MONTANARI (CARBONARO): Anch’io. Chi crede obbedisce.

(dal film “Nell’anno del Signore” di Luigi Magni)

Vorrei affrontare più approfonditamente l’argomento che sto per trattare, ma è così vasto che dovrei iniziare una terza settimana di vignette antifemministe solo per quello. Si tratta del sessimo nella religione.
Che oggi esista una crisi di coscienza collettiva, per quanto riguarda la religione, è innegabile. Se una volta gli atei erano l’eccezione, oggi sono la regola. Con l’uscire di moda della religione, l’ateismo ha purtroppo perso il suo carattere di scelta controcorrente e, quindi, tendenzialmente illuminista. Credere in Dio a cinque anni perché ti dicono di farlo non è una scelta tanto più intelligente che non crederci per lo stesso motivo a venti.
Questa “religione dell’ateismo” è, a mio parere, il motivo per cui, nonostante sembrino moribonde, istituzioni come la Chiesa faticano a morire. Distruggere dogmi senza distruggere la mentalità che li crea è come spalare l’acqua col forcone.
Capita quindi spesso che molti atei non si liberino dalla schiavitù del dogma, ma saltino semplicemente da un carrozzone del vincitore all’altro. Uno di questi nuovi dogmi è quello che riguarda l’emancipazione femminile, e il fatto che sia contrastata in tutti i modi dalla Chiesa. In un patetico teatrino che ricorda quello dei paesi del Sud America che cercavano l’appoggio dell’USA o dell’URSS durante la guerra fredda, l’ateo si ritrova a essere femminista.

Senza volersi impegolare in citazioni bibliche e nelle loro interpretazioni, devo dire di non aver mai visto nella religione nulla di particolarmente sessista. La religione, però, vuoi per la paura, vuoi per l’ideale, è qualcosa che ricerca una certa educazione per l’essere umano. Possiamo definirla uno spauracchio per evitare che le persone si facciano del male a vicenda, possiamo definirla un codice per raggiungere la perfezione, ma il concetto è quello.
Oggi, sotto l’ideologia femminista, l’educazione è purtroppo qualcosa che si tende a rifiutare. Giusto oggi pomeriggio, parlando in un talk-show televisivo, Alessandra Mussolini ha detto “Ma questi tizi che dicono che le donne, per non essere violentate, non dovrebbero girare di notte con la minigonna… Ma come vi permettete? Noi possiamo ubriacarci, possiamo drogarci, possiamo andare in giro con chi ci pare…”. No.
Un posto frequentato da gentaglia è un posto poco raccomandabile e, se non vuoi guai, lo eviti. Se non vuoi essere considerato gentaglia, non ti comporti da gentaglia.
Non sono solo i bacchettoni moralisti che parlano di educazione. Chi crede obbedisce, la linea di comportamento che si segue è indice dei propri obiettivi.

Un concetto in voga già da molto tempo, questo “chi crede obbedisce”, non molto avveniristico. Eppure, nel femminismo, sembra sconosciuto.
È quasi ridicolo che chi si proclama ateo si proclami anche femminista, perché il femminismo è una religione, con la sua chiesa ferma ai secoli bui e che non ha nessuna intenzione di muoversi. Mi viene in mente una famosa vignetta contro la Chiesa in cui si vedeva un grafico che rappresentava l’evoluzione della tecnologia nel corso del tempo; dall’inizio della storia della Chiesa cattolica fino al Rinascimento c’era una voragine. “A quest’ora” diceva la didascalia “potevamo aver conquistato la galassia, pensateci!”.
È la stessa cosa che penso io del femminismo. Il mondo va verso il pacifismo e le conquiste del femminismo mandano le donne in trincea; il mondo va verso la non violenza e le conquiste del femminismo mandano le donne a fare lotta libera; il mondo va verso l’educazione e le conquiste del femminismo mandano le donne ai rave-party; il mondo va verso l’entusiasmo e la fiducia verso il prossimo e il femminismo educa le ragazze alla paura e al cinismo. Il mondo va verso l’ovvio e il femminismo blocca tutto questo.

Annunci
Seconda settimana di vignette antifemministe: l’educazione (sentimentale e non) della fanciulla

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...