Seconda settimana di vignette antifemministe: agli stalker, un uomo dell’umanità da loro divinata, dove il rogo arse (pt2)

2. Il senso della realtà

SERGENTE: Bisogna prendere provvedimenti per il soldaten Shultz! Con la scusa che l’alcool lo fa diventare più feroce, si scola sempre tutta la razionen di grappa da distribuire prima di attakko!
SOLDATO: (passando di corsa vicino ai due col fucile in resta) AAATTAAACK!
CAPITANO: Ma difenta feramente combattifo! … Non fedo cosa ci sia di male! …
SERGENTE: Il nemiken è dall’altra parte!

(Bonvi, una striscia delle Sturmtruppen)

Stronzate, perché gli innocenti in prigione non fanno bene a nessuno. Un ragionamento secondo cui è meglio l’amico morto del nemico vivo può andar bene per il nonno seduto sotto il porticato con l’archibugio sottobraccio, non per la legge! La legge deve capire le situazioni, sviscerarle, studiarle. “Non esiste chi uccide per amore! Chi uccide per amore è un assassino, punto! Gli assassini sono tutti uguali!” Ah… quindi quelli che hanno studiato psicologia criminale finora sono tutti degli stronzi?
Cioè… solide argomentazioni… anch’io penso che non si possa uccidere (o, peggio, maltrattare) per amore, anch’io, se uno mi corre incontro con un pugnale alzato, sparo prima di parlare, ma non sarebbe meglio che almeno un paio di persone si dedicassero a studiare questi comportamenti, oltre a pensare a come arginarli?
“Scegliete la giustizia, voi che siete i giudici in terra”, dice la Bibbia. I “giudici” devono avere il senso della realtà, non possono comportarsi come coloro a cui basta risolvere il problema immediato. A cosa serve il senso della realtà?

Ho sempre amato le Sturmtruppen, la striscia di Bonvi che ha per protagonisti dei soldati tedeschi della Seconda Guerra Mondiale al fronte. In una delle strisce più belle, un sergente si dice preoccupato per un soldato che, con la scusa che l’alcool lo fa diventare più feroce, si scola sempre tutta la razione di grappa da distribuire prima dell’attacco. Vedendo il soldato che va alla carica, un capitano osserva che non sembra esserci niente di male. Il soldato sembra davvero più combattivo! Che problema c’è? “Il nemiken è dall’altra parte.” spiega il sergente.
La lotta contro la violenza sulle donne portata avanti oggi soffre dello stesso problema. Il problema non è che non siamo abbastanza combattivi o che non ci pensiamo abbastanza… il problema è che il nemiken è dall’altra parte!
Mi sembra già di sentire le critiche: “Ma cosa discuti? Mentre tu discuti, muore una donna al secondo! Violenze in ogni dove! E, intanto, tu ti preoccupi di capire cosa sta succedendo? Mentre voi discutete, a noi c’ammazzano!” (l’ultima è storica).
Sì. A prescindere dal livello dell’emergenza, capire che cazzo sta succedendo, mantenere il senso della realtà, avere anche solo un elemento lucido nel gruppo è sempre utile. Se mi sta venendo addosso un tirannosauro, io non gli corro incontro solo perché devo pensare a scappare e non c’è tempo per pensare quella sia la direzione migliore da prendere.
Non ho alcuna intenzione di mettermi a arrestare chiunque abbia un telefono per far sentire più tranquilla qualche mamma troppo apprensiva.

Ho sentito dire che lo stalking non si deve fare senza sé e senza ma. Ho sempre sentito parlare di stalking ma mai un accenno a cosa volesse lo stalker. Questa è una stronzata.
Non esiste alcuna differenza tra uno stalker che telefona in piena notte per dire “Voglio rubarti gli organi e mangiarli davanti ai tuoi figli” e uno che dice “Ciao. Sono le tre di notte, sono sveglio e penso a te.”? L’importante è solo quanto fastidio dà la telefonata a chi la riceve?
Come ho già detto, io non me la sento di valutare una persona in base a come viene recepito quello che fa, a prescindere dalle sue intenzioni. Se in galera ci deve andare qualcuno, ci devono andare i criminali, non quelli che non hanno abbastanza audience.
O stuprare una ragazza che vuol essere stuprata è più lecito che amare una ragazza che non vuole essere amata?

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