Intervista a Valentina Vitti, alias Sandrina nella “Cecchina” del Teatro Donizetti

Uno dei personaggi più gustosi della “Cecchina” di Piccini è Sandrina, una delle serve che sputano veleno sulla povera protagonista.
Ho scambiato due chiacchere, in camerino, con l’attrice che l’ha interpretata la settimana passata al Donizetti, Valentina Vitti.

Cominciamo con una presentazione amichevole per rompere il ghiaccio.

Sono Valentina Vitti, ho ventott’anni e vengo da Palermo. Sono un soprano lirico leggero, e ho compiuto gli studi presso il conservatorio Vincenzo Bellini della mia città. Mi sono diplomata in canto nel 2007, e il prossimo spero di concludere la mia specializzazione in canto barocco sempre presso il Dipartimento di Musica Antica del conservatorio della mia città. Sto perfezionando i miei studi in un repertorio completamente diverso dal melodramma ottocentesco, ma ugualmente interessante, che sta avendo un certo sviluppo negli ultimi anni anche in Italia.

La risposta ci ricollega a questa domanda: come ti trovi nel repertorio che affronterai in questo spettacolo?

Diciamo che quest’opera, “La Cecchina, ossia la buona figliola” di Piccini, è ideale per la mia vocalità e per il tipo di studi che sto perfezionando, per cui mi trovo molto a mio agio. Anche con questo direttore d’orchestra, il maestro Montanari, che proviene da questo tipo di repertorio, ed è uno dei più importanti violinisti barocchi degli ultimi anni. Mi sono trovata benissimo, quindi penso sia il tipo di repertorio che vorrò approfondire, che mi porterà, spero, a un certo tipo di lavoro.

Tra dieci anni ti vedi a fare barocco?

Devo dire di sì. Sto cercando di mettere in repertorio molto Handel, Vivaldi… in modo da poter prossimamente, magari, debuttare in opere barocche.

C’è un ruolo, di questo repertorio o altri, che ti è piaciuto fare o vorresti fare?

Nel repertorio barocco, mi piacerebbe debuttare come Morgana nell'”Alcina” di Handel e, poi, magari, come Romilda nel “Serse”. In generale, il mio sogno sarebbe quello di fare Gilda nel “Rigoletto”, un ruolo che, finora, ho solo studiato.

Pensi che la tua voce si evolverà verso quel colore?

Sicuramente la voce avrà un cambiamento, ma penso sempre sul lirico leggero… Gilda ci sta.

Tu hai fatto le recite per le scuole ma…

…con un altro ruolo, il ruolo della Marchesa Lucinda. Un ruolo più di coloratura rispetto a Sandrina, che interpreterò stasera. Devo dire la verità, imparare due ruoli della stessa opera comunque abbastanza diversi, forse opposti, è stata una bella prova, sia per la mia memoria che per la mia resistenza… che si è dimostrata di buon livello. Svegliarsi molto presto per una settimana, essere già in teatro alle sette e trenta di mattina per iniziare alle nove, con una seconda recita subito dopo, alle undici, con solo cinque minuti di pausa tra l’una e l’altra… insomma, è stata una bella prova. L’avevo già sperimentato anni fa nel Circuito Lombardo, con la As. Li. Co., dove avevo debuttato come Despina nel “Così fan tutte”, quindi avevo già provato questa esperienza nel teatro con le scuole, con tanti bambini e tanti ragazzi che vengono in teatro. Devo dire la verità, è sempre una bella sorpresa, ed è una gioia trasmettere un po’ di teatro, un po’ di Opera Lirica, ai giovanissimi… ai più giovani di me…!

Non so se farti questa domanda, visto che gran parte dell’intervista insiste sulla tua giovane età, ma c’è un lavoro musicale a cui pensi al di là del cantare in teatro?

Negli ultimi tre anni ho vinto una borsa di studio presso il Conservatorio di Palermo, e, quindi, insegno canto lirico in dei corsi propedeutici per l’ingresso in conservatorio. Devo dire che, negli ultimi anni, ho sperimentato l’insegnamento nel mio lavoro, con dei buoni risultati perché molti dei miei alunni sono stati ammessi ai corsi accademici e sperimentali del conservatorio. Devo dire che la mia soddisfazione più grande è quella, appunto, di aver saputo trasmettere un po’ della mia tecnica, del mio modo di vedere il canto a questi miei alunni. Sono molto fiera di loro e del mio piccolo operato in questo settore. Per il futuro, spero di continuare la carriera all’interno del teatro.

Ti trovi meglio a recitare o a cantare in un concerto? Lo chiedo anche perché qui c’è un repertorio (e un regista) che esige una certa recitazione.

Penso che nell’Opera Lirica uno riesca ad esprimere in toto la propria vocalità e la propria personalità. I concerti sono sempre un banco di prova molto più difficile, perché non hai coperture come la regia o i movimenti scenici. Io, personalmente, mi trovo meglio sul palcoscenico, col trucco di scena. Forse è anche una protezione… l’abito di scena, il trucco… diventi molto più personaggio mentre, nel concerto, devi aprirti. Sei tu davanti al tuo pubblico, senza nessuna maschera. È un po’ più difficile.

Come ti sei trovata al Donizetti e a Bergamo in generale?

Non voglio fare piaggerie, ma mi sono trovata benissimo sia in città che in teatro. Ho scoperto dei colleghi, da tutta Italia, veramente straordinari. Anche l’ambiente stesso del teatro, a partire dal direttore artistico (e regista dell’opera), ma anche parrucchiere, truccatrici, addetti alla scena, macchinisti, attrezzisti, comparse…

…giornalisti…

Soprattutto giornalisti! Ma tu non sei di Bergamo…

Io sto qua dal ’97, ma perché buttarla sul caso personale?

Eh, sì… comunque ho trovato delle bellissime persone che mi hanno fatto sentire a casa. Il Teatro Donizetti è stata una grandissima sorpresa, penso di portarlo nel cuore nelle mie prossime esperienze.

E di tornarci!

Anche di tornarci, certo!

Un saluto. Vuoi dire qualcosa su quello che farai prossimamente?

Intanto, appena torno a casa, un concerto di musica sacra per la Settimana di Musica Sacra di Monreale, che è una rassegna molto importante giù al Sud. Canterò delle arie dalla cantata n. 51 di Bach. Poi c’è un progetto su Mozart in un grande teat… non so se dirlo, perché ancora non… bhé, comunque è un’altra cosa per i giovani, a Palermo. Poi spero in altri debutti.

E noi speriamo insieme a te. Grazie, è stato un piacere.

Grazie a tutti!

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Intervista a Valentina Vitti, alias Sandrina nella “Cecchina” del Teatro Donizetti

2 pensieri su “Intervista a Valentina Vitti, alias Sandrina nella “Cecchina” del Teatro Donizetti

  1. misterpapageno ha detto:

    Intervista molto interessante. Ho sentito alcune cose della signora Vitti su YouTube: i miei migliori auguri di cercare e frequentare coerentemente un repertorio adatto al suo tipo di voce, e di non scivolare come la Dessay in esiti non poco ingenerosi nella parte di Morgana, che vede ancora oggi Joan Sutherland quale insuperata protagonista. Auguri vivissimi!

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