“La Cecchina” di Piccini del Teatro Donizetti raccontata dai due protagonisti, Gabriella Costa e Matteo Falcier

Ecco un’intervista ai due protagonisti (Cecchina e il marchese) della recente produzione de “La Cecchina, ossia la buona figliuola” di Piccini.

Prima di tutto, per rompere il ghiaccio, una presentazione.

FALCIER: Prima le signore…

COSTA: Io sono Gabriella Costa, un soprano. Sono qui al teatro Donizetti perché stiamo mettendo in scena “La Cecchina” di Piccini, in cui io canto il ruolo di Cecchina. Ho iniziato già un po’ di anni fa, ho qualche decina d’anni d’esperienza sul palcoscenico, un po’ in tutti i repertori, perché ho una voce abbastanza versatile. Ho cominciato cantando “Rigoletto”, poi ho fatto anche “Un ballo in maschera”… però mi piace molto anche il repertorio settecentesco, il repertorio barocco… e ho avuto tante esperienze anche nel repertorio contemporaneo, perché ho cantato in prima assoluta musiche di Marco Betta, Rendine, Giorgio Battistelli al teatro dell’Opera di Roma… quindi mi sono anche misurata con la scuola di compositori italiani di questa generazione che sono di maggior prestigio, di maggior valore musicale e anche umano.

FALCIER: Io, invece, sono Matteo Falcier, tenore. Interpreto, in questa rappresentazione, il Marchese della Conchiglia, innamorato di Cecchina. Per me c’è poco da dire, perché è praticamente il mio debutto in assoluto come ruolo principale. Io inizio da qui, arrivo, mi presento e…

COSTA: …io ti tengo a battesimo.

FALCIER: …e la signora Costa mi tiene a battesimo. Sono molto felice di debuttare con un ruolo importante, ma soprattutto con un cast di persone che hanno tutte una grandissima esperienza e una grande professionalità. Ho solo da imparare, qua.

Eravate già stati in questo teatro? Come vi ci trovate?

COSTA: Io no. Ho fatto qualcosa a Bergamo l’anno scorso, ma non al Donizetti, bensì al Teatro Sociale in Città Alta. Ho fatto uno spettacolo con voce recitante col maestro Piero Rattalino e la pianista Ilia Kim. Questa è la mia prima volta al teatro Donizetti e a Bergamo. Mi sto trovando benissimo, perché è un teatro pieno di persone che hanno voglia di lavorare, passione, che ci mettono il cuore in quello che fanno, con gentilezza e gioia.

Tu [Falcier] mi dicevi di aver avuto una buona impressione riguardo a Bergamo!

FALCIER: Io Bergamo l’avevo già vista dalla parte del palcoscenico, in quanto io ero nel coro nella produzione dell’As. Li. Co. di “Nabucco”. Però, sai… calcare il palcoscenico all’interno di un gruppo, di un coro, e calcarlo da solo sono due cose diverse. Quando senti il teatro che risuona intorno a te, inizi a cantare e, a fianco, non hai nessuno… è diverso.
Mi sento un bambino che tutti pre

ndono per mano e a cui tutti insegnano qualcosa. Non posso dire nient’altro. Sto benissimo. Ci metto la firma a trovare solo teatri così.

Domanda più per Falcier che per Costa, dato che lei ha già in parte risposto. Come vi trovate in questo repertorio?

COSTA: Per quanto mi riguarda, questo repertorio l’ho sempre frequentato, è uno di quelli che preferisco in assoluto. Se sono a casa, in un momento di riposo, e desidero ascoltare musica, la prima cosa che metto è il “Giulio Cesare” di Handel. È il repertorio che mi si addice di più nell’animo e nel gusto, per cui, nella “Cecchina”, mi sento a casa.
Inoltre devo dire che questa è una produzi

one bellissima oltre che per l’ospitalità del teatro anche perché c’è un cast che è sempre stato omogeneo, unito… ha dato quasi una sensazione familiare. Nessuno screzio.

FALCIER: A parte il tenore…

COSTA: Certo… (melodrammatica) A parte il tenore da consolare, da sostenere nelle sue tra

versie…

FALCIER: Un giovane Holden!

Ma l’abbiamo superata insieme!

COSTA: Eh, sì!

FALCIER: Si impara a cantare con questo repertorio e, di solito, se ne ha un brutto ricordo, perché riguarda i primi anni. Viene presentato come un repertorio facile, ma il repertorio facile non esiste! Bisogna sempre cantare con gusto, per cantare bene le note, porgerle. Iniziare con questo repertorio è un modo per dire “Iniziamo ma iniziamo bene, senza grilli per la testa, pensando ogni nota”.

Quali ruoli preferite? Anche con nomi e cognomi (personaggi).

COSTA: Konstanze nel “Ratto del serraglio”. Devo dire anche Gilda e Cleopatra.

FALCIER: Io che posso dire? Per le poche produzioni che ho fatto all’interno del conservatorio… un ruolo che mi piacerebbe debuttare è Ernesto nel “Don Pasquale”, mentre un altro ruolo sempre donizettiano è Toni de “La figlia del reggimento”.

COSTA: Lì c’è da divertirsi!

FALCIER: Vero! Se, invece, vogliamo parlare di canto più serio, “La Favorita”, sempre di Donizetti. Caratterialmente, invece, Alfredo… ma solo caratterialmente, non mi sognerei mai di cantarlo.

La tua aspirazione è di donizettiano? Di romantico?

FALCIER: Bhè, penso di sì… tecnicamente penso che sia il mio repertorio. Non lo so… c’è qualcosa di donizetti che mi piace molto. Lo trovo estremamente più romantico dello stesso periodo romantico. Mi commuovo quando lo canto. Senza nulla togliere alle pagine che sono venute dopo (all’ingresso di Mimì, ne “La Bohéme”, viene da piangere), quelli non sono ruoli che mi piacerebbe fare. Non mi viene da fantasticarci su.

Altra domanda rivolta più a Falcier, visto che so che Gabriella Costa non ha cantato nelle recite per La Scuola all’Opera. C’è una differenza tra le recite che farete adesso e quelle recite? C’è una differenza tecnica? Rappresentano una sorta di banco di prova?

COSTA: Io non ho fatto le recite per le scuole, ma certamente cantare la mattina alle…

FALCIER: …otto…

COSTA: …deve essere tragico, perché il cantante lavora con il corpo, come un atleta. Alle otto il corpo deve essere pronto, al massimo dell’energia, come non è nel bioritmo normale di un essere umano. Per cantare alle otto, io dovrei svegliarmi almeno alle cinque del mattino. Immagino che così sia stato anche per i colleghi.

Lo è stato?

FALCIER: Purtroppo sì… ahimè! Le parole non rendono la fatica psicologica e fisica… Ehy! Non ridere! (a Gabriella Costa) È la verità! Non è il semplice alzarsi alle otto per andare a lavorare… è veramente come muovere i macigni alla mattina! È pesantissimo!
Nella partitura ci sono state delle differenze, rispetto allo spettacolo serale, in quanto, per i bambini, doveva essere più snello, più corto… anche noi ci siamo sciolti un pochino di più con i bambini, nel senso registico del termine… ci si divertiva tantissimo!
Per me era bello strappare un sorriso in più a un bambino, perché c’erano di quelle cose… non riuscivi a non voler far ridere! C’era quel continuo “Oooh…” di meraviglia che, con gli adulti, non si sente. Sentivi di far parte di qualcosa di magico.
I bambini commentavano, nella scena tra me e Tagliaferro [quando i due bevono insieme]: “Ma cosa bevono? Sarà vino? Sarà thè freddo?”… lì come fai a restare concentrato?

Una ultima domanda. Riguarda il vostro lavoro fuori dal semplice cantare in teatro.

COSTA: I concerti. Ho appena fatto una tournée con l’Academia Montis Regalis, con De Marchi; abbiamo fatto quattro tappe in Canada. Adesso vengo da una tappa a Palazzo del Quirinale andata in diretta su Radio3. Poi concerti per il Teatro Politeama di Palermo, per gli Amici della Musica… una tappa dello stesso concerto a Firenze…
Quando non canto, faccio la moglie, riesco finalmente a coccolare mio marito, [presente all’intervista] mi diletto in cucina, coltivo le amicizie, visto che non riesco a farlo, stando tanto fuori casa. Faccio un po’ di tutto… tinteggio i muri di casa, faccio lavori di carpenteria… Faccio cose che mio marito non fa! (rivolta a suo marito)

FALCIER: Io non ho ancora un famiglia, quindi faccio la vita di un qualsiasi ragazzo di ventotto anni. Studio, cerco di divertirmi… mi godo mamma e papà e mi spupazzo le nipotine…
Finora mi sono descritto come un debuttante, ma le cose che ho fatto come studente erano comunque di alto livello. Parliamo di uno Stresa Festival con Noseda, con De Carolis e la Frittoli che ci seguivano… solo che non chiedono quello che chiedono in ambito professionale. Ventiquattro giorni di prove, dalla mattina alla sera, con un cast solo, pianista personale… si arriva a un livello tale in cui sei un registratore da mettere su on e off. Qua abbiamo avuto dieci giorni!

COSTA: Sì, anche meno. Siamo stati chiamati a un lavoro veramente stressante, in questa produzione, essendo composta da due cast. E anche essendo compreso il periodo delle recite per i bambini nel periodo di prove. Son venuti a mancare dei giorni… il maestro è arrivato una settimana dopo… è stato un lavoro abbastanza duro.
Comunque, al di fuori dell’attività professionale, quando sono a casa, faccio anche altre cose. Sto elaborando una forma personale di studio sulla tecnica vocale che non riguarda più la tecnica vocale in sé. Sto perfezionando un tipo di concezione dello studio del canto, che mi auguro sia mirato all’insegnamento. I miei studi mirano all’ottenimento di una resa vocale scenica di un certo livello senza però studiare troppo la tecnica vocale. Cioè, sono arrivata alla conclusione, dopo questi anni di attività che, per un professionista, la tecnica vocale non dovrebbe più esistere. Ogni professionista ha un suo limite vocale che conosce benissimo. Questi limiti sono mentali, non tecnici. Se non riesco a ottenere il risultato che voglio ma sento che potrei avere, è perché ci sono dei problemi relativi al mio vissuto che tengo dentro e si traducono in tensione muscolare.

Mente e corpo che collaborano?

COSTA: Esattamente. Emozioni che, se non elaborate, si sedimentano nel corpo sottoforma di tensione. Le emozioni del periodo che va della nascita fino ai primi sei anni di vita, ma anche più tardi.
Quanto riusciamo a perdonare, a perdonarci, ad amare… la tensione si scioglie e i limiti scompaiono.

Bhè, ora vi saluto! Ci vediamo domenica.

FALCIER: Saluti!

COSTA: Passa a salutarci!

Annunci
“La Cecchina” di Piccini del Teatro Donizetti raccontata dai due protagonisti, Gabriella Costa e Matteo Falcier

Un pensiero su ““La Cecchina” di Piccini del Teatro Donizetti raccontata dai due protagonisti, Gabriella Costa e Matteo Falcier

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...