Il Donizetti di Bergamo torna a brillare con “La Cecchina” di Piccini

Eravamo rimasti alla “Maria di Rohan” del 7-9 ottobre. Uno spettacolo che non era stato affatto brutto ma, a dirla tutta, non era stato neanche chissà quanto bello. Normale, diciamo. Non se n’è parlato troppo fuori dal teatro. Questa produzione della “Cecchina”, invece, si è fatta onore.

“Finalmente” ho udito dire a uno spettatore all’alzarsi del sipario “una bella scenografia!”; frase un po’ ingiusta verso le due regie precedenti, ma che esprime bene la soddisfazione del pubblico nel trovarsi davanti a qualcosa dotato di una certa comunicativa. L’ambientazione scelta da Bellotto per queste recite è stata quella di un film muto, da anni ’20 (“Che scena lugubre!” recita un altro commento carpito in galleria), adeguata per descrivere la natura della storia narrata, che è un po’ da romanzo d’appendice. Come per molte regie di questo regista, abbiamo assistito a un grosso lavoro di comparse, impegnate a inscenare scenette che facevano da cornice al lavoro dei cantati.

Esiste anche l’altra faccia della medaglia (il discorso si amplia a tutto il teatro lirico di oggi), perché il rischio che quella comunicativa tanto faticosamente acquisita crolli nel momento in cui allo spettatore sfugge qualcosa della storia c’è. Per fare un esempio, una terza citazione raccolta in galleria: “Eh… se è giardiniera, dovrebbe curare il giardino!” esclama quasi indignata una signora. Cecchina, difatti, è stata messa a capo di una sorta di chioschetto da fioraia che fa molto anni ’20, ma storce un po’ la trama.
In effetti l’obiezione della signora, per quanto appaia ingenua, non è proprio una stupidata. Che succede se uno si perde il pezzo in cui Cecchina dice di essere una giardiniera?

Il successo dello spettacolo è da imputare anche al cast, costituito da elementi molto versatili, capaci di adattarsi a tutte le sfumature volute dal titolo.
In particolare, ricevono un certo apprezzamento i momenti di comicità, durante i quali cala un silenzio dovuto a un sincero interesse, e in seguito ai quali arrivano applausi spontanei.

Una buona ripartenza dopo quasi due mesi di pausa, dunque. Il prossimo appuntamento sarà il 25-27 novembre (questo weekend) con tutt’altro repertorio.
Andrà in scena “Madame Butterfly” di Puccini.

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