In Svezia si puliscono il culo con la merda

Aperto a Stoccolma un asilo senza tutti quei fronzoli riguardanti il sesso dei bambini tipo i grembiulini rosa, i grembuilini azzurri, i gruppetti di maschi e i gruppetti di femmine.

Di norma, una notizia del genere dovrebbe rendermi l’uomo più felice del mondo. Poi, però, mi viene in mente che non ho mai visto l’essere tollerante o in pace con la propria sessualità di qualcuno intaccato in qualche modo da queste amenità. Viceversa, ho visto un sacco di gente non accettare la cultura di un altro perché non ne possedeva una propria. Insomma, invece di rispettare la gente a rispettare il modo di essere altrui, si insegna a non rispettare alcun modo di essere.

Sarei l’uomo più felice del mondo se questo provvedimento significasse “andiamo più a fondo, riguardo a queste diversità, non fermiamoci al colore del fiocco sulla divisa”. Se deve significare “ci sono problemi legati ai generi sessuali, allora eliminiamo i generi sessuali”, che senso ha?
L’accettazione di un modo di essere diverso dal proprio non è dire “ah, sei fatto così? fai pure, tanto a me non me ne frega un cazzo”.

Ovviamente, tutta ‘sta livella, nell’idea dell’asilo androgino, non c’è. Si impongono ancora differenziazioni sessuali, ma solo quelle “buone”, quelle che, secondo gli insegnanti, sono da sdoganare; quelle più cool, insomma, quelle che sono politicamente corrette perché nessuno le definisce politicamente corrette, tipo giocare “a mamme” con due mamme. Per conto mio, non capisco in che modo abolire la favola di Biancaneve (in cui la storia d’amore col principe azzurro è, peraltro, solo accennata) sostituendola a un messaggio subliminale con due giraffe gay che adottano un uovo di coccodrillo dovrebbe aiutare la gente ad accettare gli omosessuali. Se la comparsata di quello col battacchio azzurro non andava bene, non capisco perché dovrebbero andare bene le giraffe gay. Non dico (e non lo dico perché non sono svedese) che raccontare una storia del genere porterà a discriminare gli eterosessuali ma, così come non si presenta questo problema raccontando una delle due storie, così non si dovrebbe presentare il problema opposto raccontando l’altra, no?

Se ve lo state chiedendo, quel disegnino sulla destra della vignetta doveva essere uno scivolo con altalene… Bhé, sì… non sono bravo a disegnare queste cose. Però, una volta, da piccino, ho scritto una lettera al sindaco per far mettere dei giochi come quelli nel paesino dove sono cresciuto! Comunque, anche dopo che è uscito male, ho deciso di lasciarlo lì perché mi piaceva; in fondo, è carino, no?

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