Chiamatele “bufale”, non “fake news”

African buffalo Portrait

Si sta parlando in questi giorni di una possibile legge contro chi pubblica bufale su internet. Una proposta su cui è lecito avere delle perplessità ma a tal proposito rimando a questo articolo, che le illustra tutte molto bene. In questa sede mi interessa affrontare un altro argomento.

Giornalisti, politici, legislatori, semplici commentatori e quant’altro: piantatela di riferirvi alle bufale con il termine “fake news”. È una cosa inutile, per non dire dannosa.

Inutile perché, se al posto di “fake news” diceste “notizie false”, il senso dei vostri discorsi rimarrebbe inalterato. Non si capisce, quindi, che senso abbia schiaffare un termine in inglese in mezzo a un discorso in italiano. È come se io, di punto in bianco, decidessi di sostituire una parola di questo articolo col suo equivalente rumeno. Sarebbe quantomeno ciudat, non credete? Continua a leggere “Chiamatele “bufale”, non “fake news””

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Chiamatele “bufale”, non “fake news”

Il populismo “buono” di “Senso Comune”

SensoComune

Ha debuttato un mesetto fa il nuovo preserale di RAITRE, “Senso Comune”. Si tratta di un programma in cui degli opinionisti di estrazione popolare (tassinari, commesse, giornalai, istruttrici di yoga…) dicono la loro sui fatti del giorno. Continua a leggere “Il populismo “buono” di “Senso Comune””

Il populismo “buono” di “Senso Comune”

Una doverosa precisazione sullo spot della Dove

Spot Dove

La Dove, nota azienda produttrice di prodotti per la cura del corpo, è stata recentemente accusata di razzismo per via di uno spot pubblicitario in cui si vede una ragazza nera trasformarsi in una ragazza bianca all’atto di togliersi la maglietta. Le molte critiche ricevute per questo spot hanno spinto la Dove a ritirarlo con mille scuse. Continua a leggere “Una doverosa precisazione sullo spot della Dove”

Una doverosa precisazione sullo spot della Dove

Carmen Di Genio e il dilettantismo dell’antirazzismo

Carmen Di Genio

Questo post vuole essere una sorta di appendice all’ultimo articolo pubblicato su questo blog, nel quale si parlava di come al giorno d’oggi, in Italia, una certa parte politica abbia perso la capacità di confrontarsi con i propri avversari, spesso molto più abili di loro nell’ingraziarsi l’opinione pubblica.
Qualche giorno fa, puntuale come un orologio svizzero, è arrivata una dimostrazione di questa tesi, nelle vesti del membro del Comitato per le Pari Opportunità della Corte d’Appello di Salerno Carmen Di Genio che, durante un convegno, ha pronunciato una frase oltremodo bizzarra: Continua a leggere “Carmen Di Genio e il dilettantismo dell’antirazzismo”

Carmen Di Genio e il dilettantismo dell’antirazzismo

Vietare i portachiavi fascisti è un’idea demente

Via libera dalla Camera alla proposta di legge che introduce l’articolo 293-bis nel codice penale relativo al reato di propaganda fascista. Così recita la nuova formulazione:

Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque propaganda i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero dei relativi metodi sovversivi del sistema democratico, anche attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne fa comunque propaganda richiamandone pubblicamente la simbologia o la gestualità, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici.

Ovvero non si potranno più vendere per strada quei ninnoli kitchissimi con su la faccia del Duce, fare il saluto romano, dire che ai tempi del fascismo andava tutto alla grande e via discorrendo. In altre parole, la legge attuale rende di fatto vera quella frase oggi di gran moda secondo cui “il fascismo non è un’opinione, è un crimine”.
Una frase che francamente ho sempre trovato ridicola. Sì, so che l’ha detta un tizio molto fico che poi è stato pure ammazzato, ma questo non cambia la mia opinione in merito. Continua a leggere “Vietare i portachiavi fascisti è un’idea demente”

Vietare i portachiavi fascisti è un’idea demente

Reintrodurre la leva obbligatoria non servirebbe a combattere il bullismo

Militari

Oggi ricomincia la scuola e vorrei approfittarne per parlare di un argomento che mi sta molto a cuore: il bullismo. Ogni volta che salta fuori questo argomento, c’è sempre qualcuno che se ne esce con questa proposta: “i giovani d’oggi sono bulli e non hanno più rispetto per nulla, facciamogli fare sei mesi di militare e vedi come si calmano”.
Secondo queste persone, il servizio militare sarebbe utile perché renderebbe i ragazzi più maturi. Non solo perché insegnerebbe loro a rispettare le regole ma anche perché li renderebbe più uomini, più autosufficienti. Sei mesi lontano dalla mamma e impari che il letto devi rifartelo da solo, che non c’è sempre qualcuno pronto a cambiarti il pannolino! Tagliamolo questo cordone ombelicale, accidenti!
Tutto molto bello ma… il bullismo che c’entra? Continua a leggere “Reintrodurre la leva obbligatoria non servirebbe a combattere il bullismo”

Reintrodurre la leva obbligatoria non servirebbe a combattere il bullismo

Gli spoiler dovrebbero essere illegali

Per rispondere alla vostra domanda: sì, l’ispirazione per questo articolo me l’hanno fornita quelle persone che negli ultimi giorni si sono lamentate per gli spoiler delle ultime puntate de “Il trono di spade”. No, non sono tra le vittime di tali spoiler (non ho mai visto quella serie perché da quando è uscita se ne è parlato così tanto da farmi passare la voglia) né in passato sono stato vittima di altri spoiler significativi ma… ehi, uno può anche preoccuparsi di un problema che non lo riguarda in prima persona. Continua a leggere “Gli spoiler dovrebbero essere illegali”

Gli spoiler dovrebbero essere illegali